Il digital marketing ha un bisogno urgente di manager capaci

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Intro. Se il digital marketing vuole davvero alzare l’asticella e diventare produttivo, ha bisogno di manager capaci. Ecco cosa penso io a riguardo. 

Ormai sono 7 anni che opero nel magico mondo del digital marketing, e con il passare del tempo la mia insofferenza nei confronti di alcuni aspetti del settore non ha fatto che aumentare.

Sia chiaro, io amo il mio lavoro e credo che il digital marketing abbia tantissimi margini di espansione e crescita nel breve, medio e lungo periodo, a patto che si doti di manager capaci e metta da parte tutti quei fuffaroli capaci solo di vendersi, ma non di operare concretamente.

Quando dico “manager capaci” non mi riferisco a quelle figure professionali che contengono la parola “manager” all’interno della propria etichetta, come i social media manager, i community manager, i Content Manager, i SEO Manager, i Project Manager e chi più ne ha più ne metta (so’ tutti manager con l’azienda degli altri).

Mi riferisco ai manager in senso stretto, ovvero a quei professionisti con un bagaglio di esperienza nella gestione di aziende e progetti, non necessariamente nel settore del digital, che sanno davvero cosa vuol dire fare business.

Lascia che ti spieghi perché ritengo essenziale per il digital marketing dotarsi di manager capaci per alzare l’asticella e diventare un settore davvero produttivo.

Le competenze tecniche non bastano 

Io sono un grande sostenitore della competenza e del merito, e sono convinto che un professionista debba essere giudicato per le cose che sa fare e non per quelle che millanta di saper fare o di aver fatto.

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Ciò nonostante, sono anche dell’idea che le competenze tecniche non siano sufficienti, soprattutto all’interno di una realtà più strutturata, come una Digital Agency ad esempio.

Per gestire una azienda non basta la somma delle competenze di chi ci lavora, serve un manager capace di organizzare il team, ottimizzare il flusso di lavoro, interagire con il cliente, far comunicare i reparti, sovrintendere ai gruppi di lavoro, fluidificare i processi produttivi.

Ritengo che il manager in questione non debba essere un Digital Strategist, come spesso invece accade, ovvero qualcuno che ha iniziato magari come community manager per poi crescere professionalmente e cambiare posizione lavorativa su LinkedIn.

Serve un manager puro, un leader, “colui che conduce gli altri”, come vuole la definizione stessa del termine. 

Un Jerry Maguire, insomma!

La maggior parte di chi lavora nel digital ha lavorato solo nel digital

Essendo un settore relativamente giovane, il digital marketing è composto quasi interamente da persone che hanno lavorato solo nel digital, magari occupando posizioni differenti e specializzandosi via via in più verticalità, ma senza un background estraneo alle sue dinamiche.

Quasi sempre chi ricopre il ruolo, oggi, di Digital Strategist, Project Manager, Social Media Strategist, ha iniziato il proprio percorso lavorativo e professionale come community manager, blogger, copywriter, stagista, apprendista, operando all’interno di un campo ristretto e completamente ignari di cosa significhi gestire un’azienda.

Questo si traduce in uno dei grandi limiti, a mio modo di vedere, del Digital Marketing: è un settore ombelicale, chiuso in se stesso, incapace di ampliare il proprio raggio d’azione, perché gestito da operativi “naturalizzati” manager per anzianità di servizio, ma senza possederne le skill.

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Un manager presenta soluzioni, non problemi

Forse sto invecchiando male, oppure ho solo compiuto un percorso diverso (sono arrivato al digital, non ci sono nato), ma non sopporto chi si limita a elencare i problemi da affrontare invece di presentare soluzioni pratiche e immediate.

Il digital marketing non è una branca della medicina, non salviamo vite umane e non affrontiamo emergenze (salvo rarissimi casi), questo vuol dire che 9 volte su 10 la soluzione è già lì, basta solo metterla in pratica.

Purtroppo, essendo il settore gestito da operativi, abituati a eseguire gli ordini e scaricare le responsabilità su qualcun altro, ci si limita a dire “c’è questo problema” senza mai passare all’immediato “facciamo così”, aspettando che le lancette segnino le 18 per schizzare via e andare a casa, rimandando il tutto al giorno seguente.

Ecco perché ritengo fondamentale la presenza di un manager vero, uno che il problema magari non lo espone nemmeno, perché ha già trovato la soluzione, la strada da imboccare per raggiungere l’obiettivo prefissato, e provvede a illustrarla ai membri del team.

Elencare i problemi è una perdita di tempo enorme, e nessuno oggi si può permettere di perdere tempo.

Il manager ha una visione di business

Mentre i vari social media qualcosa parlano di visual, stories, sponsorizzate, contenuti, piani editoriali, tool, il manager parla di business.

Se non c’è una visione di business il piano editoriale non serve a un cazzo.
Se non c’è una visione di business, l’ads su Facebook lascia il tempo che trova.
Se non c’è una visione di business, la strategia è acqua che non leva sete.

Il manager è quello che ha il coraggio di andare dal cliente e dire “quello che ha chiesto lei non serve a nulla, non porterà nessun vantaggio concreto all’azienda. Se vuole lavorare con noi, è fondamentale fare così”.

Purtroppo, si assiste sempre più spesso ad un atteggiamento accondiscendente nei confronti del cliente, l’importante è che paghi le fatture.

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Così facendo, il digital marketing dimentica il marketing, e si limita a fare comunicazione online.

Conclusioni

Ormai non ho più la pazienza che avevo un tempo, certi meccanismi all’interno dei quali mi sono mosso agli inizi, per certi versi anche con successo, mi hanno stancato.

Ogni volta che interagisco con qualcuno che opera nel digital marketing spero sempre di trovare un manager capace, qualcuno che sappia cosa vuol dire gestire un’azienda, e non solo quale tool utilizzare per editare le stories di Instagram.

Capita di rado. Molto di rado.

Francesco Ambrosino
Classe 1984, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing. Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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