Non basta leggere libri di settore per diventare professionisti migliori

leggere libri di settore

Intro: Nel digital marketing tutti leggono libri di settore e di business, ma a che pro? Non sarebbe meglio leggere un libro di poesia? Approfondiamo insieme. 

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere un vecchio articolo pubblicato su Forbes.com (lo trovi qui), dal titolo inequivocabile:

“Stop Reading Business Books: The Importance Of Diversifying Your Reading List In 2018”

L’articolo non mi ha entusiasmato, ma è riuscito ad incuriosirmi, perché in qualche modo esprimeva un pensiero che io ho da sempre, ovvero che per raggiungere buoni risultati professionali non serva a nulla limitarsi a leggere solo libri di settore, o di business in generale.

Eppure, sui social vedo ogni giorno colleghi o professionisti vari che condividono o consigliano questo o quell’altro libro di settore (sono più i libri che i lettori, ormai!), ricevendo tra l’altro moltissima considerazione.

Così, ho ho effettuato un po’ di ricerche online, e mi sono reso conto che da anni tantissimi autori, scienziati, psicologici, businessman, sostengono l’importanza di leggere libri molto variegati piuttosto che concentrarsi solo su quelli di settore o di business.

Certo, ognuno ha la propria ricetta magica; c’è chi consiglia di leggere solo biografie, chi invece sostiene l’importanza dei libri di storia, e così via.

Su una cosa, però, convergono tutti: leggere è fondamentale!


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Chi se ne frega di sapere quali libri leggono i CEO!

Quante volte ti è capito di imbatterti in articoli e post sui social nei quali si dice che i più grandi CEO del mondo leggono settordicimila libri all’anno?

A me capita spessissimo, e ogni volta mi viene da rispondere: “e sticazzi?”!

Sì, perché sapere che leggono molto potrà anche essere indicativo delle ragioni del loro successo, ma non è che se leggiamo tutti gli stessi libri diventiamo CEO di una multinazionale!

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Eppure, ci sono addirittura studi sull’argomento effettuati da grandi realtà, come quelli della McKinsey, che da qualche anno pubblica le liste dei libri letti e consigliati dai grandi CEO del mondo (quella del 2019 la trovi qui).

Magari sono disfattista io, ma non credo che leggendo tutti i libri apprezzati da questi grandi manager mi trasformerò in uno di loro.

Sì, perché non è il libro a fare la differenza, ma il modo in cui lettore lo elabora, e questo processo non è standardizzabile.

Io e il CEO di Walmart non potremo mai avere la stessa esperienza emotiva e cognitiva leggendo un libro, e questa è forse la cosa più bella della lettura: è personale!

In ogni caso, se si guarda con attenzione la lista dei libri più letti dai CEO si nota un elemento fondamentale, che non fa che confermare la mia tesi: non leggono solo libri di settore o di business, anzi!

Ciò che conta è leggere

Come ho detto prima, ognuno ha una ricetta differente, ma tutti sono concordi nel sostenere l’importanza della lettura per il nostro sviluppo neurologico ed emotivo.

Numerosi studi hanno dimostrato, ad esempio, che le reazioni innescate nel nostro dalla lettura di libri di poesia sono diverse da quelle provocate dalla lettura di un romanzo di finzione, e questo dovrebbe suggerirci solo una cosa: dobbiamo leggere, e tanto, ma in modo variegato!

Ecco perché, invece di leggere solo libri di business e di settore, sarebbe preferibile fare due cose molto semplici:

  1. Abituarsi a leggere con continuità;
  2. Scegliere i libri in base ai proprio gusti e non a quelli degli altri.
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Mi concentro un attimo su questi due punti, se non ti dispiace.

Leggere deve diventare un’abitudine, non un impegno

Secondo l’ISTAT, quasi il 60% degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno, e solo circa il 10% riesce a leggere un libro al mese (ovvero 12 all’anno).

Il problema è complesso da trattare, ma una delle ragioni per le quali gli italiani leggono così poco è l’aver vissuto, da ragazzi, la lettura come un obbligo scolastico, rendendo questa bellissima pratica una pessima esperienza.

Sì, perché leggere per imposizione non ha senso, lo si fa in modo distratto, senza interesse, senza passione, e alla fine non resta nulla.

Se si vuole uscire dalla percentuale di chi non legge nemmeno un libro all’anno e provare, magari, ad entrare a far parte di quella piccola nicchia di persone che leggono più di un libro al mese, è necessario trasformare questa attività in una pratica ricorrente, ma senza imposizioni.

Insomma, devi abituarti a leggere per il piacere di farlo, così come capita guardando un film o una serie tv, ascoltando musica, giocando ai video game o altro (decidi tu).

Su questo argomento, ovvero sull’importanza di leggere per piacere, ti segnalo questo paper molto interessante, seppur focalizzato di più sui bambini.

Ecco alcuni consigli per te:

  1. Sostituisci lo smartphone con un libro quando hai voglia di rilassarti un po’;
  2. Acquista un ebook reader da portare sempre con te. E’ leggero, non ingombrante, e può contenere migliaia di libri al suo interno;
  3. Crea le condizioni per leggere in pace, senza distrazioni eccessive;
  4. Vivi il tuo tempo libero in modo variegato, evitando di concentrare tutte le tue attenzioni solo su pochissime attività. In questo modo, avrai più tempo per leggere e meno scuse per non farlo;
  5. Leggi a letto prima di andare a dormire invece di usare lo smartphone. Tra le altre cose, concilia il sonno.
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Scegli libri che rispondono ai tuoi gusti

Se tutti i CEO leggono un certo libro, non è detto che debba farlo pure tu. Se tutti i tuoi colleghi leggono un determinato libro di settore, non è detto che debba farlo pure tu.

Leggere libri per moda, imitazione, o per senso di appartenenza, è esattamente lo stesso errore che commettevano i nostri insegnanti a scuola quando ci imponevano di leggere i grandi classici.

In poche parole, è un’imposizione.

Devi scegliere i libri da leggere basandoti solo sui tuoi gusti e le tue inclinazioni, fregandotene dei post su Instagram dei tuoi colleghi o amici.

Se impari a selezionare con cura le tue letture, hai molte più possibilità di portarle a termine con interesse e trasporto, e di rafforzare la tua abitudine a leggere con continuità.

Inoltre, variando molto il tipo di lettura favorisci lo sviluppo di tutte le aree del cervello, quindi non ti preoccupare di passare dalla poesia ai romanzi, dalla saggistica ai fumetti.

Anzi, varia il più possibile!

Conclusioni

Leggere è importante, ma i libri di settore e di business non ti renderanno per magia un professionista migliore e più efficace, così come seguire il corso di quei truffatori professionisti che promettono di viaggiare in Ferrari e con il Jet privato non riempirà il tuo conto in banca (di solito lo svuota).

Bisogna leggere in modo variegato, passando dai grandi classici all’ultimo bestseller del momento, dal libro di settore al romanzo generazionale, dal saggio alla raccolta di poesie.

Solo in questo modo potrai nutrire il tuo cervello (e la tua anima) e diventare una persona migliore. Quindi, un professionista migliore!

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing. Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

2 Comments

  1. Anche io cado spesso nel tranello di leggere solo libri di business o di settore. Credo sia dovuto alla mia innata curiosità e alla voglia di imparare quello che ancora non so.
    Quando però mi capita di leggere un libro diverso, ad esempio una biografia, accade qualcosa, si accendono delle lampadine. Non può essere una coincidenza!

Davvero volevi andare via senza lasciarmi un commento?

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