5 modi per sfruttare un blog post su Facebook

5 modi per sfruttare un blog post su Facebook

Intro: Come condividere un articolo del blog su Facebook? Quali formati e soluzioni sfruttare? Qui te ne consiglio 5. 

La gestione di un blog impone una strategia variegata finalizzata all’acquisizione di traffico profilato, in una perfetta ottica di Inbound Marketing.

Una delle leve da non sottovalutare è, senza dubbio, l’attività sui social, selezionando con cura le piattaforme più adatte a te e al tuo progetto professionale.

Un singolo articolo del blog può offrirti svariate opportunità di pubblicazione e condivisione sui social, declinandolo in varie forme.

Vediamone alcune insieme, concentrandoci sulla piattaforma che offre più varietà di contenuti (per ora!): Facebook.

1. Post Link

La prima soluzione è quella più banale, ovvero la condivisione del contenuto inserendo il link e generando l’anteprima dello stesso, composta da immagine, titolo e meta description, accompagnando il tutto con un copy efficace.

Si tratta di un tipo di contenuto social molto bistrattato dai digital marketer su Facebook, convinti che quest’ultimo non premi i contenuti che conducono all’esterno della piattaforma e che non può controllare fino in fondo.

In realtà, questo problema è oggi meno pressante del passato, per due ragioni molto semplici:

  1. i post vanno sponsorizzati per avere un minimo di risultato, e gli ads di Facebook offrono strumenti dedicati proprio al traffico verso siti esterni che funzionano molto bene;
  2. Da mobile, l’app di Facebook ha introdotto un browser interno, che consente di aprire i link direttamente lì senza passare al Safari o Chrome di turno.
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Il mio consiglio, laddove decidessi di utilizzare il post link per condividere l’articolo del tuo blog, è comporre in modo intelligente il titolo, inserire una meta description ben strutturata e una immagine capace di colpire l’attenzione dell’utente, che sui social è molto distratto.

Una buona idea è inserire del testo direttamente sull’immagine, facendo attenzione a non superare una certa percentuale (puoi verificarlo qui), altrimenti dovrai fare i conti con le limitazioni delle inserzioni di Facebook.

2. Immagine + Link in descrizione

Per molto tempo si è ritenuta questa modalità la più efficace per contrastare, ad esempio, il calo della reach organica di Facebook.

Come detto prima, però, ormai non ha più senso fare un discorso del genere, perché un investimento in ads è necessario per la gestione di una comunicazione su Facebook minimamente sensata.

Ciò nonostante, la soluzione Immagine + Link in descrizione continua a funzionare, per dure motivi:

  1. Una bella immagine, ben elaborata, riesce a catturare maggiore attenzione negli utenti rispetto ad un link;
  2. È un contenuto cross piattaforma, utilizzabile su tutti i social in egual modo, da Facebook a LinkedIn, passando per Instagram, che, come sai, consente solo la pubblicazione di contenuti visuali.

Per rendere il contenuto più appetibile e interessante, ti consiglio di andare oltre la semplice condivisione dell’immagine in evidenza utilizzata sul blog con il link in descrizione, ma di elaborarla per rendere quanto più adatta possibile alla piattaforma.

Potresti convertirla in una immagine formato 1:1, il più diffuso al momento, magari sfruttando uno dei tanti bei template offerti da Canva.

3. Visual Post

Come accennato all’inizio, un blog post può assumere forme diverse, trasformandosi in contenuti diversi da sfruttare sui social.

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Ad esempio, potresti convertirlo in un visual post.

Cosa intendo per visual post?

Beh, puoi adattare l’articolo del blog ad un contenuto per i social composto da Visual e testo in descrizione, ma non come nella soluzione precedente appena illustrata.

No, un visual post può essere:

  1. Un visual con un frase in evidenza – una domanda, il titolo dell’articolo, un “come fare”, ecc… – ed un testo in descrizione, ad esempio un elenco puntato sintetico dei consigli forniti all’interno dell’articolo o una sintesi dell’articolo stesso;
  2. Un quote, con un passaggio particolarmente efficace contenuto nel post del blog;
  3. Una foto dell’evento al quale hai partecipato, della città che hai visitato, della sede del tuo cliente la cui case history hai illustrato nell’articolo. Insomma, una contestualizzazione umana del contenuto professionale.

4. Video Post

Non ringrazierò mai il mio caro amico Bernardo Mannelli di Toolperstartup.com per avermi fatto scoprire l’eccellente Lumen5, un tool che consente di realizzare brevi video perfetti per i social.

Con Lumen5 puoi convertire un tuo post del blog in un video, selezionando con cura le porzioni di testo da utilizzare, le immagini e la musica, oppure potrai creare un filmato da zero.

Ecco a te un esempio:

A mio avviso questo tool è potentissimo, soprattutto se utilizzato con sapienza.

Una realtà che ne fa un uso molto ampio, con risultati eccellenti, è il Word Economic Forum sulla pagina Facebook.

Di recente anche Facebook ha introdotto, all’interno degli ads, uno strumento per realizzare brevi video, una sorta di evoluzione dello slideshow.

video facebook

Carino, ma non all’altezza a mio avviso.

5. Canvas

Facebook, nonostante i recenti problemi, continua ad essere una piattaforma eccellente per i marketer, soprattutto quando si smanetta con gli ads e le varie funzioni messe a disposizione.

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Una di queste è il Canvas, che puoi creare direttamente in pagina, oppure, laddove decidessi di destinarlo solo all’inserzione, all’interno del pannello di gestione degli ads.

A me piace molto, soprattutto per creare delle esperienze diverse negli utenti, e lo trovo molto efficace per gli ads. 

Nell’ads manager seleziona “Traffico”, imposta target e budget, e accedi alla sezione successiva. Qui, scegli il formato “Immagine Singola” e spunta la voce “Aggiungi un’esperienza interattiva”.

canvas facebook

Puoi utilizzare uno dei modelli pre-impostati o crearne uno da zero.

È davvero figo, puoi inserire testo, immagini, caroselli, video, pulsanti, moduli di lead generation.

Insomma, il tuo blog post può diventare un’esperienza nuova, originale, migliorando anche l’eventuale conversione.

Da provare e sperimentare.

Unico limite: è visualizzabile solo da mobile!

Conclusioni

Come vedi, un singolo articolo del blog può avere almeno cinque vite diverse, consentendoti di condividerlo in momenti diversi e in modalità differenti, cercando di accontentare un po’ tutti i gusti.

Perché, ricordati, sei tu a doverti adattare agli utenti, non viceversa.

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

2 Comments

  1. Molto interessante questo post: finora ho sempre condiviso con il primo metodo, ma dopo un anno e mezzo sento il bisogno di cambiare!
    p.s. sto gia provando Lumen e mi piace moltissimo, grazie per la dritta!

Davvero volevi andare via senza lasciarmi un commento?

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