Facebook è in calo perché è diventato noioso da morire

facebook è diventato noioso

INTRO: Il mio tempo di permanenza su Facebook si riduce ogni giorno di più, e non c’entrano niente i recenti scandali o gli aggiornamenti dell’algoritmo. La verità è che mi annoio da morire. 

Facebook è in calo! Quante volte hai letto queste parole negli ultimi mesi, se non anni?

Tranquillo, non intendo ammorbarti con l’ennesima analisi discutibile sulle ragioni di questo calo, sui problemi legati alla privacy, a Cambridge Analytica, ai teenager che non utilizzano la piattaforma, e così via, per due motivi:

  1. Non ho dati sufficienti per fare una analisi come piace a me;
  2. Non me ne frega niente.

Questo articolo vuole essere una semplice constatazione, basata sulla mia banalissima esperienza diretta.

Se ti interessa, continua a leggere.

Facebook è diventato noioso

Durante le ferie ho utilizzato Facebook un po’ meno del solito, e soltanto per puro intrattenimento, non avendo nessuna intenzione di cercare contenuti legati alla mia sfera professionale.

Il risultato?

Mi sono annoiato a morte scorrendo il feed

Perché? Beh, essenzialmente per le seguenti ragioni:

  1. La discussione pubblica generale ha ruotato intorno a pochissimi argomenti, quasi sempre di natura politica o para politica;
  2. Gli utenti presenti nel mio feed erano sempre gli stessi;
  3. La qualità dei contenuti era quasi sempre mediocre;
  4. Il livello della discussione e del confronto è diventato avvilente.

Sia chiaro, ho detto che ero alla ricerca di contenuti non lavorativi, questo non vuol dire che fossi interessato solo alle foto dei gattini, anzi.

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Essendo abituato a fruire di contenuti eterogenei durante la giornata, quello che mi ha annoiato è stata proprio l’assenza di varietà. 

Tutti parlano delle stesse cose, nello stesso modo, condividendo gli stessi contenuti.

Cosa vuol dire questo?

Te lo spiego nel prossimo paragrafo.

Continua a leggere.

Facebook è diventato un media mainstream

Facebook è diventato a tutti gli effetti un media mainstream, influenzato dalle identiche dinamiche dalle quali, noi vecchi utenti dei social e del web, cercavamo di fuggire.

Ecco cosa è successo, secondo il mio modestissimo e opinabile pensiero.

Le regole del giornalismo becero, le tre S (sesso, sangue e soldi), si sono impossessate della piattaforma, che un tempo era invece una bella piazza virtuale dove incontrare persone diverse.

Se hai, come me, una trentina d’anni, di cui almeno 15-20 passati online, sai che per quelli della mia generazione internet ha rappresentato un’enorme finestra sul mondo, sulla conoscenza, perfetta per nutrire la curiosità tipica di chi è cresciuto con molti meno stimoli esterni di oggi.

Da ragazzino ero capace di navigare per ore all’interno di un singolo portale, oggi non riesco a stare su Facebook più di quanto non riesco a guardare le pubblicità in tv. 

Facebook è diventato ciò da cui cercavo rifugio, un contenitore pieno zeppo di tanto rumore e pochissima sostanza.

Forse il problema sono io. O forse no?

Lo so cosa stai pensando, Facebook è solo uno strumento, la colpa dei contenuti pessimi è degli utenti, e se io visualizzo solo ciarpame consunto (come direbbe Guccini), la colpa è mia, delle persone che seguo e con le qual interagisco.

Beh, forse hai ragione, magari la colpa è mia, ma non credo sia solo mia.

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Sì, perché nel corso del tempo ho cercato di sfruttare tutti quegli accorgimenti che la piattaforma mette a disposizione per migliorare il mio feed:

  1. Ho rimosso dalle amicizie persone che a malapena conosco o che non m’interessa avere tra le cerchie;
  2. Ho nascosto utenti che, per un motivo o per un altro, non posso rimuovere dagli amici, ma dei quali non voglio vedere i contenuti;
  3. Ho nascosto inserzioni e pagine che non m’interessano;
  4. Ho smesso di interagire con quei contenuti che non ritengo interessanti.

Eppure, la situazione non è migliorata, anzi, è peggiorata. 

Ora vedo sempre meno contenuti, condivisi sempre dalle stesse persone, che hanno ridotto il mio tempo di permanenza su Facebook.

Tu adesso mi dirai: e allora, mica devi starci per forza su Facebook? 

Perché non posso abbandonare Facebook

Per rispondere alla domanda, potrei semplicemente ricordarti che per mestiere mi occupo di digital marketing, gestisco pagine Facebook per conto di alcuni clienti, e buona parte dei miei “amici” sono colleghi, persone con le quali lavoro, professionisti che seguo e stimo.

Ma non credo che basterebbe come risposta.

Sì, perché se Facebook mi servisse solo per motivi professionali, mi basterebbe seguire solo le persone che mi interessano, concentrandomi sui contenuti inerenti il mio settore e non quelli di natura personale, ed il gioco è fatto.

La verità è che Facebook fa parte della mia routine, lo utilizzo ormai da 6 anni, ho costruito buona parte della mia carriera professionale grazie a Facebook, quindi alcune dinamiche non le posso abbandonare del tutto.

Sono quindi destinato ad annoiarmi come utente ma non come professionista?

Non proprio, perché, come spiegato prima, mi vengono proposti sempre meno contenuti legati alla sfera professionale e sempre più post inerenti argomenti di largo interesse, basati su trend del momento, che sia la dichiarazione di tal politico o l’ennesima tragedia capitata in Italia o nel mondo,

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E, personalmente, mi annoiano a morte!

Conclusione

So di non essere il primo a dire che Facebook è diventato noioso, basta cercare su Google.com “facebook is boring” per trovare decine di contenuti, anche vecchi, nei quali si affronta questo argomento, ma provo questa sensazione solo da pochi mesi, quindi volevo condividerla con te.

E tu, cosa ne pensi? Trovi che Facebook sia diventato noioso? Scrivimelo nei commenti.

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

10 Comments

  1. io credo facebook sia vicino al punto di massima entropia e morte termica o se preferisci, massima cosa e cosa cosica

  2. Grazie di questo post! Condivido il tuo pensiero al 100% …e se trovi una soluzione alla noia di post banali ripetitivi e senza umorismo, attendo un tuo prossimo post.

  3. Non so se sia diventato noioso, ma di sicuro è irritante e stressante, non c’è post che non si riempia di saccenti, finti professoroni e bulli, disposti a far guerra fino allo stremo delle forze per umiliare qualcun altro e prevaricarlo in discussioni anche inutili, che risultano estremamente difficili da abbandonare senza bloccare numerosi utenti che generano flame. L’utenza media della rete aveva già mostrato questo potenziale, ma per qualche ragione su FB è esploso.

  4. Personalmente il problema che mi sta portando via da FB è la condivisione selvaggia di post tutti uguali, di bufale, di articoli di dubbia qualità. Insomma il vecchio FB dove si postavano le cose personali tipo le foto della vacanza o i rimandi al proprio blog mi piaceva. Oggi invece mi annoio perché devo scorrere innumerevoli post nella mia bacheca prima di trovare qualcosa che mi interessi veramente. Volevo anche io ‘fare pulizia’ tra i contatti ma dubito che la situazione migliorerebbe. Ciao e grazie per il post molto interessante, Cris

  5. Ciao Francesco, io lo uso molto per seguire pagine istituzionali che possono interessarmi, diciamo lo uso per studiare fonti autorevoli e seguo persone che mi interessano, ma l’appiattimento è vero. Forse aggiungendo amici e pagine nuovepuoi avere una sorta di palliativo mediatico ;-). Ti saluto

  6. Ciao Jean, ti ringrazio molto per il commento. Quello che dici è vero, ma solo in parte, come ho anche spiegato nell’articolo. Anche facendo una buona selezione a monte e evitando di interagire con contenuti che non ritengo interessanti, la qualità generale è peggiorata.

  7. Dipende sempre e comunque dalle persone da cui ti circondi, dai tuoi reply ai post e da come ti esponi o meno agli argomenti; oltre ai like che metti o eviti di mettere.
    Il tuo FB rispecchia la tua persona.

Davvero volevi andare via senza lasciarmi un commento?

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