Ho analizzato il mio newsfeed Facebook. Ecco cosa ho scoperto

newsfeed Facebook

Intro: Facebook ha annunciato l’ennesimo aggiornamento dell’algoritmo, e a farne le spese sono, ancora una volta, le Pagine aziendali. Ho fatto una piccola analisi, ed ecco cosa ho scoperto. 

Lo scorso 12 gennaio Mark Zuckerberg (aka Marketiello) ha pubblicato un post che ha provocato la diarrea fulminante in tantissimi social media manager.

Questo post.

La sua bella dichiarazione è stata poi sostenuta da un comunicato stampa, che puoi leggere qui, nel quale viene data conferma a ciò che, ormai, sapevamo da tempo:

se vuoi gestire una pagina aziendale su Facebook, devi cacciare i soldini.

Essendo un’azienda tutta unicorni e pinguini carini e coccolosi, l’hanno motivata dicendo che l’obiettivo è quello di farci interagire con i nostri amici, e non con i brand, perché siamo animali sociali e vogliamo sapere cosa cazzo fanno dalla mattina alla sera i nostri contatti.

La verità, ovviamente, è un’altra, ovvero monetizzare sempre più quello che, ormai, è un canale di comunicazione imprenscindibile per un’azienda.

Per carità, nessun GOMBLOTTO!!!!11!!, la trovo una cosa normale e per niente inaspettata.

Ora, visto che io non amo gridare allo scandalo e strapparmi i capelli per le scelte degli altri, e che mi piace parlare avendo qualche dato a supporto, ho pensato bene di prendere carta penna e calamaio e fare una analisi del mio newsfeed Facebook, per capire qual è la situazione reale.

DISCLAIMER: Quello che sto per scrivere non è adatto ai social media manager deboli di cuore.

Newsfeed Facebook: la mia analisi

In cosa consiste la mia analisi? Niente di trascendentale, ho fatto un lavoro vecchia scuola, prendendo un foglio di carta e segnando quello che mi interessava.

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Nello specifico, ho aperto Facebook – da desktop, per praticità – ed ho segnato tutti i contenuti presenti, per un totale di 317, dividendoli in questo modo:

  • Post di Amici;
  • Post di Amici che condividono contenuti di una pagina fan;
  • Post di Pagina con Ads;
  • Post di Pagina senza Ads.

Mentre scorrevo il mio newsfeed Facebook, ho iniziato a capire alcune cose, che ti illustrerò tra un attimo.

Prima, però, credo che sia necessario indicarti il risultato della mia analisi:

  • Post di Amici: 268
  • Post di Amici che condividono contenuti di una pagina fan: 9
  • Post di Pagina con Ads: 37
  • Post di Pagina senza Ads: 0

Beh…non credo che serva aggiungere altro.

Nel mio newsfeed Facebook non ho trovato nemmeno un contenuto pubblicato da un pagina senza ads. Nemmeno uno!

Newsfeed Facebook: cosa ho capito

Negli ultimi giorni, prima della pubblicazione del comunicato stampa di Facebook, avevo notato già qualche differenza nel mio newsfeed rispetto al passato.

Nello specifico, mi trovavo post di amici con i quali non ho mai interagito, pochissimi video nativi, e pochi articoli di giornale pubblicati dalle rispettive pagine.

Insomma, era un newsfeed davvero noioso!

La mia piccola analisi, molto rudimentale, mi ha permesso di avere un quadro d’insieme più complesso e completo, grazie al quale ho capito le seguenti cose:

  1. Facebook predilige i contenuti pubblicati dagli amici, soprattutto quelli che non presentano contenuti esterni;
  2. Non è vero che è l’anno dei video, visto che io ne trovo davvero pochissimi nel mio newsfeed;
  3. Ci vengono proposti molti più contenuti rispetto al passato, questo si traduce, ahimè, nella presenza di post pubblicati da persone delle quali non ci frega una mazza. Ergo, urge una pulizia dei contatti;
  4. Le pagine non possono più operare senza investire in ads;
  5. La reach organica, che fino a poco fa ancora aveva un minimo di dignità, è destinata a morire definitivamente;
  6. La maggior parte degli inserzionisti su Facebook non sa profilare il pubblico, altrimenti non si spiega la presenza di ads che non hanno nulla a che vedere con me, i miei interessi e la mia attività su Facebook;
  7. Se vuoi fare personal branding, devi sfruttare al massimo il tuo profilo personale e investire in ads sulla pagina aziendale.
  8. Il rapporto tra contenuti degli amici e post sponsorizzati è di circa il 7%, effettivamente poco.
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Newsfeed Facebook: come evitare di scomparire

Incassato il colpo, e stabilito che la portata organica è destinata a morire (pare già morta, in effetti), è necessario rimboccarsi le maniche e provare a non scomparire dal newsfeed Facebook dei nostri potenziali clienti.

Lo spazio, in effetti, è poco, e si può presumere che nei prossimi mesi i budget destinati agli Ads di Facebook aumenteranno, e con essa la concorrenza.

Allora, cosa si può fare?

  1. Studiare molto bene il proprio target, mettendo in conto una fase iniziale di sperimentazione. Insomma, dovrai buttare qualche euro nel cesso per assicurarti di non farlo in futuro;
  2. Restringere il campo, profilando sempre meglio il pubblico di riferimento. Visto che raggiungiamo meno persone, meglio raggiungere quelle giuste;
  3. Puntare solo su contenuti proprietari, ben sviluppati, con una coerenza editoriale chiara. Se proprio devi investire dei soldini, meglio farlo per promuovere l’azienda, i prodotti e servizi che offre, e fare branding in modo oculato. Questo, dal mio punto di vista, si traduce in un maggiore investimento in content marketing di qualità. Almeno spero;
  4. Non pubblicare tanto per, ma limitarsi solo a contenuti degni di nota e di ads;
  5. Cercare di ingaggiare il pubblico, perché dalla mia analisi è emerso che l’unico modo per mostrare un contenuto non sponsorizzato nel newsfeed degli utenti è fare in modo che venga condiviso da qualcuno. Per chi si occupa di editoria, in particolare giornali e blog, questo punto è essenziale;
  6. Differenzia la tua strategia di digital marketing. Se prima potevi destinare la maggior parte dei tuoi sforzi alla gestione della pagina Facebook, è giunto il momento di investire anche nello sviluppo di un sito web efficace, in contenuti di buona qualità, e in processo di ottimizzazione delle conversioni.
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Conclusioni

Dalla mia analisi è emerso uno scenario desolante, è vero, soprattutto per le piccole aziende, che sfruttavano Facebook per convertire e che, ora, dovranno necessariamente mettere mano al portafogli per non scomparire dal feed degli utenti, ma rappresenta una opportunità per il settore.

A mio modo di vedere, infatti, ora le competenze reali faranno la differenza tra una pagina facebook gestita in modo dilettantesco, magari anche con risultati interessanti, e una gestita da un professionista o da un team di professionisti.

Insomma, ci sarà da divertirsi.

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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