Product placement o influencer marketing? Il caso Dan Brown e Tesla

dan brown product placement

Intro: Cosa c’entra Dan Brown con l’influencer marketing? Ne parlo in questo articolo, con la collaborazione preziosa di Matteo Pogliani e delle sue analisi. 

Ho letto tutti i libri di Dan Brown, compreso l’ultimo, “Origin”, e se c’è una costante nella sua produzione letteraria è la presenza di marchi e prodotti vari menzionati a più non posso.

In alcuni casi passano quasi inosservati, a volte sono funzionali allo sviluppo della trama, ma molto spesso risultano eccessivi, quasi invadenti, fastidiosi, soprattutto per chi, come me, lavora nel settore della comunicazione e (forse) ci fa più caso di altri.

Per carità, non mi scandalizzo affatto, il product placement è una realtà consolidata e molto diffusa, soprattutto nel mondo del cinema e della tv, e in un libro può anche aiutare a descrivere un personaggio o una situazione in modo più efficace.

Ti faccio un esempio.

Se lo scrittore, per meglio delineare il personaggio, ci dice che indossa solo cravatte Marinella, ci fornisce un dettaglio essenziale, che ci consente di capire che tipo di persona è.

Anche se si tratta di una possibile marchetta, è utile.

Ma andiamo per gradi, e lascia che ti spieghi perché ho deciso di scrivere un articolo per affrontare questo argomento.

Cos’è il product placement

Il product placement è l’inserimento di prodotti o brand all’interno di uno spazio non prettamente pubblicitario, come un film o un libro, in seguito ad un accordo commerciale.

L’obiettivo è duplice:

  1. Sfruttare un contenuto che l’utente ha scelto di fruire (a differenza delle pubblicità) per proporre, comunque, un prodotto o brand;
  2. Fornire al prodotto o brand una contestualizzazione, in modo da valorizzarlo.

Sono sincero, a me non dispiace affatto il product placement, lo considero un ottimo modo per fare business senza saturare lo scroto dei consumatori, che è cosa buona e giusta.

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Dove finisce il product placement e inizia l’influencer marketing?

Questa è la domanda che mi sono posto quando ho letto l’ultimo libro di Dan Brown, Origin, ricevuto in dono a Natale.

Dan Brown fa product placement spinto nei suoi libri, è cosa nota e dibattuta da diversi organi d’informazione e forum.

L’ha fatto, ad esempio, in Inferno, dove ha menzionato più volte l’azienda NetJets, che offre voli privati di lusso, così come ne Il Simbolo Perduto c’è una ridondanza eccessiva di BlackBerry (con scarsi risultati, apparentemente).

In Origin, ci sono diversi riferimenti a brand e prodotti, ma due in particolare entrano di diritto nella trama:

  1. Uber: uno dei personaggi fugge utilizzando un’auto Uber. Qui la fantasia dell’autore crea una situazione al limite del ridicolo, unendo il vecchio logo di Uber (la U con le punte chiuse verso l’interno) e lo stemma di Papa Francesco, generando un terzo logo che crea ambiguità (non svelo di più);
  2. Tesla: il personaggio al centro della vicenda del libro, il futurologo Edmond Kirsch, possiede una Tesla Model X, che Dan Brown descrive minuziosamente nelle funzioni e nell’estetica.

Essendo, però, Dan Brown un autore di bestseller da milioni di copie in tutto il mondo, mi sono chiesto se il suo approccio non fosse più simile a quello dell’influencer marketing, piuttosto che di un mero product placement.

Cioè, il fatto che lui parli di quel modello della Tesla, ha spostato la conversazione su quel topic online?

Vediamo qualche dato.

Dan Brown e Tesla Model X: Google Trends

La prima cosa che ho fatto è stato cercare la keyword Tesla Model X su Google Trends, per capire se, a partire dalla data di pubblicazione del libro (3 ottobre 2017), i volumi di ricerca fossero cresciuti o meno.

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Come puoi vedere, non ci sono stati evoluzioni così evidenti, anche se dopo quella data si sono registrati alcuni picchi, ma non ho modo di capire se le due cose sono collegate.

Quello che è interessante, però, è la sezione dedicata agli argomenti correlati e alle query associate.

Dai un’occhiata:

Tesla Model X correlate

È curioso constatare come ai primi due posti, in entrambi le sezioni, vi siano argomenti direttamente collegati a Origin, perché parte integrante della trama.

Ovviamente, questo non vuol dire che Dan Brown abbia aumentato il fatturato di Tesla o che abbia contribuito a migliorarne la reputazione, ma evidentemente ha prodotto un minimo di movimento nelle ricerche di Google.

Dan Brown e Tesla Model X: analisi dei dati

E nel web in generale? Com’è andata? Ho chiesto a Matteo Pogliani, esperto di Influencer Marketing, di effettuare una analisi con Crimson Hexagon.

Ecco i risultati, ed il suo commento.

dan brown tesla model X

Il volume di contenuto generati sul Topic Tesla Model X è stato, nonostante i soli mesi finali dell’anno presi in considerazioni, quantitativamente rilevante, generando quasi 46mila post.

Un volume in netta crescita, soprattutto negli ultimi giorni dell’anno dovuta all’uscita di NIO, un nuovo SUV elettrico cinese visto come possibile concorrente low cost della Tesla Model X.
dan brown tesla model X

Il sito che ha generato maggiori contenuti è Twitter, comprensibile, dato l’impatto USA e il settore in cui Tesla opera. Seguono forum e siti di notizie, canali la cui presenza risulta altrettanto comprensibile.

Lato tematiche trattate, restano fortemente connesse al brand Tesla e al prodotto stesso, lasciando spazio a topi comunque strettamente legati al tema automotive.

Anche qui troviamo l’uscita del cinese NIO, a dimostrazione del suo impatto e del buzz generato dalla notizia. dan brown tesla model X

Interessante la presenza di Youtube, spiegato con i numerosi video usciti e visti sulla Tesla Model X.

La word cloud non si discosta molto, con l’eccezione della grande rilevanza dell’account Twitter ufficiale di Tesla e di Business Insider, fonti d’informazione principale per molti utenti.

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Anche qui non mancano citati competitori e modelli alternativi alla Model X.

dan brown tesla model X

In conclusione, è evidente la grande attenzione e passaparola scatenato online da questo prodotto e il crescente impatto che ciò sta avendo su web e social.

Manca, praticamente del tutto, il richiamo all’ultimo libro di Dan Brown.

Seppur citando e dando molto spazio (in puro product placement) alla Tesla Model X, non sembra un driver credibile a livello digitale.

Molto più rilevante il settore automotive e la passione degli utenti verso il mondo auto, da sempre elemento capace di innescare le conversazioni.

L’anima “maschile” degli utenti sembra aver avuto la meglio.

Conclusioni

Se hai avuto la pazienza e la curiosità di leggere fino a questo punto, ti sarai probabilmente chiesto il perché di questo articolo.

Il mio obiettivo, con l’ausilio di Matteo, era mostrare una semplice ma indiscutibile verità: l‘influencer marketing non può basarsi solo sui numeri, sulla reach che puoi ottenere, ma sulla autorevolezza conquistata in un determinato settore.

Dan Brown vende milioni di copie in tutto il mondo, i suoi libri vengono tradotti in film blockbuster, eppure non riesce minimamente ad influenzare i lettori rispetto a temi che non gli appartengono, come le automobili.

Restando nell’universo dell’influencer marketing, possiamo dedurre che lo scrittore americano sia un influencer quando parla di arte, di simbologia, di architettura, perché è un dato di fatto che con i suoi racconti spinge gli utenti a cercare informazioni online sui luoghi raccontati, ma non lo è in altri campi.

Nel caso specifico, quindi, la menzione ripetuta a Tesla e alla Model X è puro product placement. 

E tu, cosa ne pensi? Credi che il product placement si evolverà in influencer marketing? Lasciami un commento, e discutiamone insieme.


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Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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