3 ingredienti essenziali per una comunicazione efficace

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Intro: La comunicazione aziendale ha molte sfaccettature, ma se dovessi individuare solo 3 elementi imprescindibili, selezionerei questi: strategia, utilità, locura. Ecco perché. 

Quali sono gli ingredienti per una comunicazione efficace?

Questa è la domanda alla quale mi è stato chiesto di rispondere, in occasione di una campagna di Influencer Marketing per la MailUp Marketing Conference, e devo ammettere che selezionare solo 3 ingredienti non è stato per niente facile, anche perché la comunicazione aziendale ha tante sfaccettature.

È come un prisma, che riflette la luce che lo attraversa in modo sempre diverso, non esiste la formula magica che ti garantisce il successo sperato.

Dipende molto dal punto d’ingresso della luce e dalla composizione del prisma stesso.

Nel digital marketing, che è il mio settore, potremmo quasi dire che la luce è il contenuto, mentre il prisma è il contenitore.

Perché Content sarà anche The King, ma Context is the Queen. E senza la regina, si sa, non si va da nessuna parte!

Ma adesso bando alle ciance, e veniamo ai tre ingredienti che, a mio avviso, cambiano davvero (in meglio) il sapore della ricetta da servire ai commensali, ovvero ai tuoi clienti o potenziali tali.

Comunicazione efficace: la strategia

Il primo ingrediente, per me, è la strategia.

Lo so, è un termine stra-abusato da tutti, quasi sempre solo per darsi delle arie e riempire le slide degli speech, ma se la si sveste di tutte le chiacchiere inutili che la ricoprono, la strategia è la condizione necessaria e sufficiente affinché un progetto di digital marketing possa partire e, si spera, funzionare.

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Cosa intendo io per strategia?

Un mix di analisi dei dati disponibili, conoscenza del settore di intervento e sperimentazione.

Per sviluppare una strategia di digital marketing è necessario raccogliere tutti i dati che si riesce a racimolare, da quelli che ci passa l’azienda a studi e ricerche di settore che possiamo recuperare online o offline.

I dati sono essenziali, sono il navigatore che si accomoda al lato passeggero e ti dice dove andare e come, dove c’è una curva, dove un tornante.

La difficoltà principale in questa fase è proprio il reperimento di dati affidabili, perché capita spesso che l’azienda non abbia un approccio analitico o scientifico al lavoro – in particolare nelle PMI – oppure che gli studi disponibili si riferiscano ad un mercato europeo o internazionale, spesso molto distante dalla realtà nostrana.

Il lavoro di un buon digital marketer, per me, è quello di fare una buona selezione a monte di queste informazioni, e incrociarle con i primi risultati frutto della fase di sperimentazione iniziale.

Un esempio molto semplice è nel settaggio degli ads di Facebook.

Imposti un pubblico potenziale profilato, partendo dai dati in tuo possesso, e dopo qualche settimana devi analizzare i risultati ottenuti e correggere il tiro, perfezionare ciò che si è già fatto.

Variare e sperimentare è fondamentale per lo sviluppo e la gestione di una strategia di digital marketing nel breve, medio e lungo periodo.

Quindi, dedica del tempo alla fase strategica, perché può davvero fare la differenza.

Comunicazione efficace: l’utilità

Veniamo ora al secondo ingrediente per una comunicazione efficace, un concetto a me molto caro, al punto da trasformarlo in un elemento centrale in tutto ciò che faccio professionalmente parlando: l’utilità.

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Si, perché non credo nel concetto di contenuto di valore, un termine che non vuol dire niente ma consente solo ai guru del settore di riempirsi la bocca senza, di fatto, dire niente.

I contenuti che produciamo devono essere utili, utili per chi ne deve fruire e utili in termini di business e conversione per l’azienda, per il brand.

Cosa vuol dire, quindi, contenuto utile?

Si tratta di un contenuto pensato, sviluppato e diffuso in modo tale che il fruitore possa trovarvi la soluzione al problema che lo affliggeva.

Si, perché quando effettuiamo una ricerca online lo facciamo in risposta ad uno stimolo, che può nascere da una esigenza, da un problema, da una curiosità, e vogliamo un contenuto in grado di rispondere, in modo esauriente e completo, alla nostra necessità.

Quando produciamo un contenuto, quindi, dobbiamo sempre pensare alla sua utilità.

Dobbiamo chiederci:

  • è utile?
  • l’utente potrà utilizzarlo per qualcosa di concreto?
  • riuscirà a soddisfare l’esigenza del nostro potenziale cliente?
  • riuscirà a convertirlo in un lead?

Keyword research, studio della concorrenza, analisi del sentiment, domande dirette ricevute dagli utenti, FAQ, tutto questo ti aiuterà a lavorare a contenuti di cui gli utenti hanno bisogno davvero.

Ti assicuro che è molto più utile spiegare ad un utente come impostare il termostato della caldaia che non proporgli una promozione pubblicitaria a freddo.

Lavora sull’utilità, e con il tempo raccoglierai i frutti degli sforzi fatti.

Comunicazione efficace: la locura

E siamo così giunti alla terza ed ultima puntata dedicata agli ingredienti per una comunicazione efficace.

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Ti ho parlato di strategia e di utilità, spiegandoti che prima di produrre anche il minimo contenuto da veicolare online è necessaria una fase di studio – che poi è costante e duratura nel tempo – e un approccio utile, per produrre qualcosa di cui gli utenti hanno effettivamente bisogno.

L’ultimo ingrediente che ho selezionato, invece, è un po’ meno convenzionale, ed è anche un mio personale omaggio a Boris, una serie televisiva italiana che amo tanto.

L’ingrediente è la locura, la pazzia, che nello specifico del digital marketing si traduce nella capacità di pensare fuori dagli schemi, di produrre contenuti originali, che uniscano l’utilità di cui abbiamo parlato allo stile, che deve essere riconoscibile subito.

Quando l’utente si trova davanti un contenuto deve subito dire “si, questo è di quel brand lì”, perché lo stile, il tono di voce, la scelta degli argomenti, il taglio utilizzato, sono quelli lì.

Conclusioni

Ricapitolando, i tre ingredienti per una comunicazione efficace, secondo me, sono la strategia, l’utilità e la locura, che potremmo quasi leggere in questo modo:

Bisogna essere precisi, utili e unici.

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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