Vita reale o digitale, per emergere devi essere un po’ Figlio ‘e ‘ntrocchia [Guest Post]

Vita reale o digitale, per emergere devi essere un po’ Figlio ‘e ‘ntrocchia!

Un po’ di dialetto napoletano per colorare una riflessione su alcune personalità osservate nella realtà digitale.

Non voglio essere criticona, né disfattista. È solo che da un po’ di tempo, leggendo blog, status social, email, noto che utilizziamo sempre più frequentemente tecnicismi e citazioni in lingue straniere, dimenticando di avere un patrimonio culturale immenso rappresentato dai dialetti.

Descrizioni come fashion guru branding, carismatic intelligence leader, etc. etc., ogni giorno mi istigano un commento, “Ma parl comme magn!” (Parla, scrivi come mangi!), ma poi mi stoppo e continuo a riflettere e ad osservare.

E ora, voglio proporti una simpatica considerazione sulle caratteristiche di alcune personalità osservate nel mondo digital, servendomi della bellezza dei detti della mia terra (parlo chiaramente della Valle d’Aosta, come avrai già notato) che sono talmente coloriti, allegri e divertenti, da far digerire anche le battutine più irriverenti, amare e ciniche senza l’ausilio del bicarbonato di sodio.

Sia chiaro una cosa, la lettura è consigliata a chi “Se magn n’emozion”, è umoristica e non offensiva

Fashion Guru Branding Blogger: il proverbio scelto per te è “Si bell ma n’abball”.

Tra #fashionaddicted eccessive, #boccaaculodigallina, #tettechesorreggonomatite con #escile alla velocità della luce, questo proverbio ci sta alla grande, direi. È una perla di saggezza (tradotto: Sei bella ma non balli) che si usa in genere per indicare una ragazza molto bella e attraente ma che ha un carattere scontroso, insopportabile e a volte anche tremendamente “vacant” (superficiale).

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Adattandolo al mondo social, calza alla perfezione per tutte quelle personalità un po’ troppo narcisistiche, che parlano esclusivamente dei propri successi, si focalizzano sugli eventi cool a cui partecipano, sugli acquisti fashion megacostosi effettuati o che amano mettere in bella mostra (per caso, eh) i balconcini o altre parti del corpo. Sono quelli che ricercano l’attenzione degli altri attraverso il numero di like ricevuti e di conseguenza poi pubblicano a raffica foto o status di puro egocentrismo. E se provi a fare un commento che non sia “Nice shot” o “Che grande che sei”, ti aggrediscono con una cazzimma esagerata e ti accusano di essere invidioso o di non sapere tutti i sacrifici fatti per raggiungere quel traguardo.

E vabbuò!

Il tipo creativo e disruptive: per te suggerirei “A scopa nova dura tre ghiuorne” (La scopa nuova dura 3 giorni)

All’inizio tutto è bello: leggi, ascolti, cerchi di capire le motivazioni di questi atteggiamenti unconventional, quasi sovversivi e attendi i colpi di genio o le rivelazioni che possano portare qualche svolta su un argomento che questi soggetti promettono di rivoluzionare.
Aspetti incuriosito il seguito di quelle call to action adrenaliniche e misteriose, del tipo “Sto per pubblicare un post che cambierà il modo di utilizzare Facebook” oppure “Oggi ho proposto un modello di ottimizzazione davvero disruptive”.

Wow! Arriva l’articolo partorito, leggi entusiasta e scorri, scorri, termini e non ci trovi una cippa. Il classico atteggiamento fuffarolo che desta interesse al massimo 3 giorni. Buuh!

L’insicuro: per te, “Fatt’accattà a chi nun t’sap”.

Puoi ingannare solo chi non ti conosce. Questi soggetti cercano conferme sui social network catturando attraverso i like l’attenzione e la comprensione degli amici; si lamentano di situazioni sentimentali, incomprensioni lavorative continuamente. Hanno un umore sereno-variabile per cui la mattina alle 8 tutto è rosa; alle 8 e 10 magari diventa viola (e ti aggiornano su questa nuova sfumatura) e alle 8,30 per colpa dei colleghi, del caffè, della guerra nel mondo o dello scarico rotto tutto diventa nero, totalmente.

E ovviamente tutto questo viene postato, in modo che chiunque debba commentare e dare supporto a queste personalità insicure che si fanno influenzare dalle “n” variabili dell’esistenza.

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Amico/a, invece di commentare subito con cuoricini o abbracci, ricorda che “Chi chiagne fotte chi rir!” (Chi piange frega chi ride).

L’aspirante “carismatico”: per te il detto è “A dicere so’ tutte capace; ‘o difficil è a ffà” (“A parlare son tutti capaci, il difficile è farlo e dimostrarlo”).

È la figura che amo di più: a seconda del media o della circostanza si auto-definisce guru, influencer, leader carismatico. Il problema sta nel fatto che non è un’etichetta o una definizione auto-assegnata che può definire una personalità come influente o addirittura guru della materia (che cacchio significa poi Branding Guru?).

Non è da tutti essere leader o carismatici. Sono gli altri che ti identifichano come tale, non tu.

Ci tengo a precisare innanzitutto l’etimologia del termine: nel mio dialetto si indica con questa espressione una persona astuta, intelligente e pronto di mente e d’azione: “furbizia, scaltrezza e “sape’ fa’” sono qualita’ tipiche del figlio ‘e ‘ntrocchia”.

Apparentemente potrebbe sembrare un’offesa (è chiamata ‘ntrocchia una donna di malaffare o prostituta, che dir si voglia) ma l’espressione viene usata anche con valenza positiva, soprattutto per evidenziare l’intelligenza e la prontezza nell’adattarsi ai cambiamenti e portarli a proprio vantaggio.

Il carisma è una sorta di attrazione magnetica che ispira adorazione negli altri: lo ritrovi in quelle persone che in modo intelligente, ironico, spiritoso attirano l’attenzione di tutti provocando ovviamente gelosia, critiche superficiali e imitazioni mal riuscite.

“A chi te dice e fatte ‘ell’ate nun dicere e fatte tuoi” (Diffida di chi ti confida segreti altrui)

Il carismatico non è Bizzuoco (bigotto), Nnacchennèlla (colui che, per la sua inconsistenza, irrita fino ai limiti della tachicardia; l’origine è tutta francese, e deriva da “n’a qu’ un oeil” che significa “vedere con un occhio solo”, il suo) o Chiachiéllo (colui che manca di serietà ed è di scarsissima intelligenza; un personaggio insopportabile, antipatico e anche un po’ imbecille).

Ma è coraggioso, preparato, un punto di riferimento. 
Sui social e nella realtà digital farsi notare magari non è complicato ma mantenere le promesse fatte, è di estrema importanza. La reputazione ci precede, e anche velocemente. Come avviene del resto anche offline.

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La vita reale e quella digitale sono, infatti, due facce della stessa medaglia: il carismatico è coerente dentro e fuori dalla rete.

Per essere un leader di pensiero, devi rischiare: devi offrire contenuti autentici ed originali, essere credibile. Ti devi distinguere dagli altri, essere unico nel tuo genere. Chi è carismatico sa bene come dosare le informazioni e sa quando rilasciarle (..), ha il coraggio nel perseguire le proprie idee. Competenza e pathos sono ingredienti che non dovrebbero mai mancare nella personalità carismatica, insieme alla seduzione e benevolenza (da “Le 42 leggi universali del digital carisma” di Rudy Bandiera).

4 leggi del #digitalcarisma tradotte in napoletano

Leggendo questo libro, la saggezza e la creatività di alcuni capitoli, mi hanno ispirato detti e proverbi napoletani. Provo a incuriosirti sul contenuto di questa guida al #digitalcarisma, associando 4 leggi create dal maestro della #saggitudine ai proverbi su cui ho fantasticato e ti invito ad applicarli nella realtà digitale così come nelle circostanze della vita offline, quella reale per intenderci.

11. “Scegli chi ascoltare, quando, come e soprattutto perché”

Quanno stanno tropp’ ‘e gualle a cantà nun schiare maje juorno
Quando ci sono molti galli che cantano, non spunta mai il giorno.

31. “L’invidia non è un motore ma un freno, sempre, e non fa stare meglio, mai”

“L’ignorant parl a vanvera. L’intelligent parl poc. ‘O fesso parl semp’” (cit. Totò)
Questa non necessita traduzione, vero?

38. “Fa’ la cosa giusta, sempre”

“Fa’ bene e scuordt, fa’ mal e pensac”.
Fai il bene e dimenticatene, fai il male e riflettici pensandoci.

37, la mia preferita da portatrice sana di #happytudine:“La miglior cosa che puoi fare è essere felice”.

“A’ vita è nu surris, chi nun rir mor accis”.
La vita è un sorriso, chi non ride muore ucciso.

Se ti è piaciuto questo post un po’ particolare, condividi e diffondi il verbo napoletano, #jammbell 😉

Eufemia Scannapieco
Digital&SocialMedia Strategist. Curiosa e sognatrice per natura, sono portatrice sana di #happytudine

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