Cuoricini su Twitter: and so what?

Cuoricini su Twitter: and so what?

Twitter sostituisce le stelline con i cuoricini e gli utenti si ribellano. Ma perché? Ecco la mia opinione.

Esattamente una settimana fa, 3 novembre 2015, il mondo social si è fermato per seguire l’evoluzione di Twitter, in seguito alla pubblicazione di un post sul blog ufficiale che annunciava la sostituzione delle tradizionali stelline con i più pop cuoricini (l’articolo lo trovi qui).

Apriti cielo, gli utenti si sono scatenati, criticando la scelta e chiedendo (come se servisse a qualcosa) il ritorno alle vecchie e tanto amate stelline dei preferiti. A peggiorare le cose, il cambio del nome della funzione, da Preferiti (appunto) a Mi piace, che non so perché mi ricorda qualcosa. Mah, non so cosa.

Come sempre, io non amo esprimermi a caldo sugli eventi (come con il caso Umberto Eco), preferisco analizzare la situazione e pormi delle domande. Nel caso specifico, mi sono fatto marzullianamente una domanda e mi sono dato una risposta.

La domanda è la seguente:

È cambiato il mio approccio a Twitter in seguito alla introduzione dei cuoricini?

Dopo averci riflettuto a lungo, la mia risposta è stata:

No, non è cambiato niente.

A quel punto, è sorta un’altra domanda:

Perché gli utenti si sono rivoltati contro la scelta di Twitter?

In questo caso, la risposta non è stata affatto semplice, né tanto meno immediata, perché era necessario analizzare l’andamento delle cose e seguire l’evolversi della questione. Come immaginavo, dopo un paio di giorni l’argomento è scomparso dai feed dei canali social, o almeno dai miei che lavoro nel settore, e tutto sembra essere tornato alla normalità, anche se molti sono rimasti scontenti dell’introduzione dei cuoricini.

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Perché odiamo così tanto l’idea di avere i cuoricini su Twitter?

Da quello che ho potuto registrare, gli utenti più attivi su Twitter non apprezzano il cuoricino in sostituzione delle stelline perché rappresenta un processo di omologazione ad altri social – vedi Facebook e Instagram – mentre la bellezza di Twitter era proprio il suo essere diverso.

Questo, sono sincero, posso capirlo, perché in effetti il social dei cinguettii era l’unico in cui contasse davvero la qualità dei contenuti condivisi, piuttosto che le foto dei gattini o le teorie dei gomblottisti.

Però, a conti fatti, cosa è cambiato se non l’icona ed il nome della funzione? Apparentemente nulla, visto che tutti i preferiti prodotti fino al momento dell’introduzione dei cuoricini non sono spariti, e ogni volta che si clicca ora un Mi Piace lo ritroviamo insieme ai tweet archiviati in precedenza.

Quindi è solo una questione semantica/semiotica?

Non solo, perché inserire i Cuoricini ha, a mio modo di vedere, una serie di significati “nascosti”, che proverò a spiegarti di seguito.

Non so se hai letto tempo fa il mio post Twitter è morto? No, sta solo invecchiando malenel quale sottolineavo alcuni limiti della piattaforma che lo hanno reso meno interessante rispetto ai principali competitor.

Tra i vari errori elencati nel mio post, c’era anche il non essere riuscito a stimolare l’interazione degli utenti, che, è inutile negarlo, oggi tendono a produrre sempre meno contenuti ma ad interagire di più con quelli prodotti dagli altri. Inoltre, c’è il fattore che io chiamo “for dummies”, che determina un limite alla crescita di Twitter a causa dell’apparente difficoltà di utilizzo di quest’ultimo rispetto, ad esempio, a Facebook o Instagram.

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Ora, so perfettamente che sostenere l’importanza del livellamento verso il basso di una piattaforma social sia un errore, ed in linea teorica è così, ma nel caso specifico credo che, invece, sia un tappa obbligata, a meno che non si decida di restare un social network di nicchia.

Twitter, così come Facebook e Instagram, è una piattaforma generalista, che non è nata per legarsi ad una cerchia ristretta di utenti, e credo che volersi avvicinare agli utenti meno abituati alle dinamiche della piattaforma non sia sbagliato, a patto che non la si svilisca e la si renda un surrogato delle altre.

Cosa intendo dire con questo? Che introdurre Cuoricini e Mi Piace è, senza dubbio, una scelta banale e per niente originale, ma è anche più facilmente riconoscibile come simbolo universale.

Come si legge anche sul blog ufficiale:

The heart, in contrast, is a universal symbol that resonates across languages, cultures, and time zones. The heart is more expressive, enabling you to convey a range of emotions and easily connect with people. And in our tests, we found that people loved it.

Quindi, qual è il vero problema?

Il problema è che il cuoricino può esprimere esclusivamente un giudizio positivo su un tweet, perché nessuno metterebbe un Mi Piace, ad esempio, ad un articolo nel quale si racconta di un evento negativo, come una morte, lo scoppio di una guerra o cose simili.

A mio avviso l’errore di Twitter è stato quello di inserire i cuoricini in sostituzione delle stelline e non come funzione aggiuntiva, in modo da consentire agli utenti quell’azione che fino ad una settimana fa veniva svolta erroneamente proprio cliccando sulla stellina: esprimere apprezzamento per un contenuto.

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Perché è così, la maggior parte degli utenti cliccava sulla stellina come se fosse un Mi piace, e quasi mai per archiviare un contenuto da leggere in un secondo momento, è inutile mentire.

Se Facebook ha introdotto i pulsanti empatici, per consentire all’utente di esprimere un giudizio su un contenuto con un ventaglio di possibilità più ampio, introdurre il Mi Piace su Twitter è non solo è una scelta banale, ma anche obsoleta. 

Io adoro Twitter, e non disprezzo l’introduzione dei Cuoricini, ma credo che sia stato fatto con enorme ritardo ed in modo approssimativo. Twitter, per sperare di crescere, ha bisogno di altro, non di un Cuoricino, ma non sarò di certo quest’ultimo a rovinare la piattaforma.

Io continuo a condividere la stessa tipologia di contenuti di prima, e non mi metterò a pubblicare foto di gattini o stronzate simili pur di avere qualche cuoricino. Per quello, c’è Instagram.

È stata, lo ammetto, una scelta sbagliata, o quanto meno poco efficace, ma non compromette minimamente la qualità della piattaforma. Almeno su questo aspetto, possiamo stare tranquilli e continuare a twittare contenuti interessanti per i nostri follower.

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Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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