Crowdsourcing: 3 piattaforme da sfruttare

Crowdsourcing

In questo articolo ti parlo di un argomento molto interessante, il crowdsourcing, segnalandoti 3 piattaforme che ho utilizzato e che mi hanno portato clienti.

Se segui il mio blog da un po’ (e mi auguro di si), avrai sicuramente capito che per quando parlo di Essential Tools mi riferisco a tutto quello che può essere d’aiuto ad un professionista del web per svolgere il proprio lavoro, dall’app fino alle diverse soluzioni di utilizzo di determinate piattaforme, come i social network, ad esempio.

Ecco perché in questo articolo intenzione di parlarti di un argomento molto interessante, quello del crowdsourcing, che in qualche modo si collega alla bella chiacchierata che mi sono fatto con Gloria Vanni, e che ti consiglio di leggere, qualora non lo avessi già fatto.

Cos’è il crowdsourcing

Cos’è il crowdsourcing? La definizione su Wikipedia è la seguente:

Il crowdsourcing (da crowd, “folla”, e outsourcing, “esternalizzazione di una parte delle proprie attività”) è un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione affida la progettazione, la realizzazione o lo sviluppo di un progetto, oggetto o idea ad un insieme indefinito di persone non organizzate precedentemente.

Detto in parole povere, se tu hai bisogno di un logo per la tua azienda, invece di assumere un grafico, ti affidi ad un collaboratore esterno che svolge il lavoro, seguendo le tue indicazioni, lo paghi e lo saluti.

Pro e contro del crowdsourcing

Ci sono molte opinioni discordanti sull’utilità del crowdsourcing.

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Da un lato c’è chi la considera un’opportunità, dall’altro c’è, invece, chi sostiene che produca un livellamento verso il basso della qualità e della retribuzione, dando vita ad una sorta di guerra dei poveri.

Io sono dell’opinione che rappresenti un’opportunità, e che, se gestita con criterio, possa far sviluppare network professionali molto interessanti.

Il web, poi, facilita rapporti di collaborazione a distanza, quindi perché non investire su questo settore?

Esistono molte piattaforme di crowdsourcing tra le quali scegliere, ed io oggi voglio parlarti delle tre che ho utilizzato di più, e che mi hanno portato i miei primi clienti.

Anche Ragazzon, ad esempio, è un contatto nato grazie a Twago.

Iniziamo?

Crowdsourcing: Twago

crowdsourcing twago

Iniziamo proprio da Twago, la piattaforma di crowdsourcing tedesca, che favorisce l’incontro tra l’offerta e la domanda di lavoro.

La registrazione è gratuita, e prevede la possibilità di acquistare degli abbonamenti premium di vario importo, ognuno con più funzionalità e minori limitazioni.

Come funziona Twago?

Se sei un’azienda o un professionista che ha bisogno di un aiuto per lo sviluppo di un progetto, puoi aprirne uno gratuitamente, inserire il brief, il range di prezzo che sei disposto a spendere (anche se spesso è solo indicativo) e pubblicarlo.

Chi è interessato, può inviarti delle offerte tra le quali scegliere un vincitore, o non sceglierlo qualora non ce ne fosse nessuno adeguato alle tue esigenze.

Una volta selezionato il vincitore, il progetto viene assegnato e Twago sblocca il pagamento, che è comprensivo anche della quota spettante alla piattaforma, più un costo di transizione, che avviene tramite Safe Pay.

Se sei il freelance interessato, potrai scegliere il progetto più affine alle tue competenze, inviare la tua proposta e sperare di avere la meglio sui concorrenti.

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Se pensi di usare questa piattaforma con continuità, sottoscrivi un abbonamento premium, altrimenti non potrai partecipare a progetti con importi superiori ai 1500 euro (se non ricordo male) ma nemmeno inviare offerte a pioggia, perché hai dei crediti da spendere oltre i quali non puoi andare.

Io la trovo una buona piattaforma, con qualche limite, ma nessuno è perfetto.

Provala, potresti trovare dei clienti interessanti. A me è capitato.

Crowdsourcing: Starbytes

crowdsourcing starbytes

Starbytes è una piattaforma molto interessante, che nel corso degli anni si è sviluppata molto, fino ad attirare anche grossi marchi, come Banca Sella e LaStampa.it, che ha addirittura un suo canale dedicato.

Come per Twago, anche qui l’azienda apre un job, con relativo brief, e si apre alla ricezione delle proposte dei professionisti.

Esistono tre tipologie di progetti:

    1. il contest: particolarmente adatto per progetti grafici, prevede la realizzazione del prodotto richiesto (logo, landing page, ecc) da caricare sulla piattaforma, seguendo le indicazioni tecniche previste e comunicate in partenza. L’azienda può valutare le proposte, votarle e scegliere il vincitore finale;
    2. job: dedicato ai progetti di sviluppo web e programmazione, prevede l’invio da parte del freelance di un preventivo e di una presentazione;
    3. Progetto ad invito: l’azienda invita a partecipare quegli utenti registrati che conosce e che reputa idonei allo sviluppo del progetto.

L’azienda potrà valutare le proposte e scegliere il vincitore, al quale verrà corrisposto l’importo solo dopo aver interagito con il cliente ed aver emesso fattura o ritenuta d’acconto. Il pagamento può avvenire anche tramite PayPal.

Ovviamente Starbytes prende una commissione sull’operazione.

Una cosa che mi stupì molto positivamente dopo aver vinto un contest fu la richiesta, da parte dello staff di Starbytes, di effettuare una videochiamata su Skype per verificare chi fosse il vincitore, una sorta di colloquio di lavoro a distanza.

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Fu interessante, segno di serietà da parte della piattaforma e dell’azienda Reply.

Crowdsourcing: BestCreativity

crowdsourcing bestcreativity

BestCreativity è una piattaforma italiana, quindi merita di ricevere un po’ di attenzione.

A differenza delle altre, questa è dedicata principalmente a chi si occupa di grafica, infatti la maggior parte dei progetti aperti riguardano la creazione di un logo o dell’immagine coordinata,  ma se ne trovano anche dedicati al web design ed al naming.

Meno strutturata e con minori opzioni, anche questa piattaforma offre opportunità a giovani freelance che vogliono mettersi alla prova mostrando le proprie abilità.

Perché sfruttare le piattaforme di Crowdsourcing?

Le piattaforme di crowdsourcing rappresentano, secondo me, un buon banco di prova per chi vuole inserirsi nel mercato del lavoro ma non ha la possibilità di fare grossi investimenti per costruire una struttura commerciale in grado di reperire potenziali clienti.

Inoltre, è anche una soluzione per chi vuole lavorare durante, ad esempio, il percorso di studi, oppure per chi ha una occupazione e intende mettersi alla prova con competenze acquisite ma non sfruttate in azienda.

Insomma, io ti consiglio di dare uno sguardo a queste soluzioni, e le tre che ti ho indicato in questo Essential Tools le ho usate in prima persona, e mi hanno portato dei clienti.

Che è quello di cui ha bisogno un freelance.

Con questo ho finito. Spero di averti fornito degli spunti interessanti da approfondire.

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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