Come scrivere contenuti utili e perché

Come scrivere contenuti utili e perché

Il mio approccio al content marketing si basa interamente sulla produzione di contenuti utili. Utili a chi? Al blogger o al lettore? Ecco il mio punto di vista.

Come ho avuto modo di spiegarti in un precedente post, non sopporto i professionisti del web che parlano di contenuti di valore come se fossero un jolly da infilare in ogni discussione, per evitare di esprimere un’opinione personale.

Invece di parlare di valore, infatti, io preferisco concentrarmi su un altro concetto, fondamentale nell’attività di blogging: l’utilità.

Un post nato da una discussione su Facebook

A differenza dei miei soliti post, che nascono da idee e stimoli quasi sempre estemporanei, quello di oggi è frutto di una conversazione avuta su Facebook con Laura De Paolis.

Tutto è nato da questa foto di una slide per un video corso che ho registrato tempo fa, condivisa su Facebook.

utilità

Nei commenti alla foto, Laura ha scritto:

Non sono molto d’accordo, anche l’inutilità, la superficialità, la banalità da regalare è un’ottima cosa! Io spesso regalo l’inutile e viene accolto bene!

Alle sue parole è seguita una allegra discussione, durante la quale ho sottolineato che forse si confonde la leggerezza con l’inutilità, ma non è così, anzi.

Alla fine, Laura mi ha lanciato un invito:

Scusa potresti farlo tu un pezzo sull’inutilità.

Ho subito accettato l’invito, anche perché era da parecchio che volevo affrontare l’argomento “utilità” dei post sul mio blog, e non so perché non l’abbia fatto prima.

Cosa significa “utilità”?

Dare una definizione al concetto di utilità non è facile, è come voler spiegare cos’è la bellezza, che, non rispondendo a canoni oggetti, risulta di conseguenza indefinibile.

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A questo punto mi conviene partire proprio dall’inizio, prendendo in prestito la definizione presente sul dizionario Treccani.

Qualità, condizione, proprietà di ciò che è utile, che può essere cioè usato con vantaggio o che reca vantaggio, beneficio, aiuto (materiale o morale):

Quindi, utile è ciò che reca un vantaggio, ma come si applica questo concetto al blogging?

In questo credo possa tornarci utile una seconda definizione della parola utilità, mutuata dall’economia, che è la seguente:

In economia, la soddisfazione che un soggetto ricava dal consumo di una data quantità di un bene o servizio da lui ritenuto idoneo ad appagare un determinato bisogno, presente o futuro.

Ecco, adesso le cose si fanno più chiare, perché viene introdotto un elemento centrale, ovvero il soggetto che si relaziona al prodotto o servizio utile.

Quel soggetto, nel caso del blogging, è il lettore, che viene a leggere il tuo post per poterne ricavare qualcosa di utile per sé, che sia un consiglio pratico, l’illustrazione di una tecnica, un tutorial o semplicemente un punto di vista su un topic specifico.

Per me un contenuto utile è quello che consente a chi ne fruisce di vivere l’esperienza dell’arricchimento.

Come si scrive un contenuto utile?

E come si fa a scrivere un post utile per il lettore? Non è facile, anche perché ognuno ha un metro di giudizio dell’utilità differente dagli altri, ed è evidente che non si possano accontentare tutti, così come è impossibile scrivere un contenuto per ogni lettore.

Per come la vedo io, l’unico modo per avvicinarsi il più possibile alla creazione di un contenuto utile è seguire un percorso composto da tre domande, senza le quali non è possibile fare il blogger.

  1. Chi sei?
  2. Chi è il tuo lettore?
  3. Perché il lettore dovrebbe leggere i tuoi post?

Chi sei?

I blogger non sono tutti uguali (per fortuna) – io ne ho individuati 12 tipi –  ed ognuno sceglie un approccio differente, quello che gli è più congeniale.

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C’è chi decide di puntare sulla ottimizzazione SEO, scrivendo post che, già dal titolo, hanno l’ambizione di rispondere alle intenzioni di ricerca degli utenti, promettendo loro la risoluzione di un problema.

Poi c’è chi, invece, punta tutto sui social network, cercando di stimolare la discussione intorno ad un argomento appena trattato in un post, o che intende trattare nel prossimo futuro.

Non esiste, almeno secondo il mio punto di vista, una strada giusta ed una sbagliata, o meno appropriata, perché il blogger deve sentirsi libero di poter gestire il proprio progetto editoriale come meglio crede.

Quello che conta è essere coerenti con se stessi, metterci la faccia ed avere il coraggio delle proprio idee.

Quando scrivi un post, quindi, non ti preoccupare di quale sia la tecnica più efficace per ottenere un numero maggiore di visite, ma di come raccontare il tuo punto di vista, facendo in modo che possa essere interessante per chi ti segue.

I monologhi, nel blogging, non servono a nulla. Quelli, lasciamoli agli attori di teatro.

Se vuoi davvero scrivere dei post utili, devi fare in modo che la tua personalità emerga in maniera netta, ma mai invadente, dalle tue parole.

Il lettore lo apprezzerà, fidati.

Chi è il tuo lettore?

Quando decidi di aprire un blog, la prima cosa da fare è stabilire di cosa parlare e, una volta compiuta questa scelta, capire a chi rivolgersi, perché non puoi pensare di parlare a tutti, come se fossi in prima visione su un canale televisivo nazionale.

Devi identificare una nicchia precisa, studiarne le caratteristiche, e rivolgerti ai suoi membri nel modo in cui si aspettano che tu lo faccia.

Quando scrivi un post, quindi, ricordati di non andare mai off topic, di utilizzare un linguaggio adeguato al tuo pubblico, di rispettare la periodicità con la quale pubblichi nuovi contenuti, e di creare delle rubriche fisse, in modo da fidelizzare il lettore, che saprà così che tal giorno della settimana o del mese tratterai quell’argomento lì.

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Perché il lettore dovrebbe leggere i tuo post?

Questa è la domanda più difficile alla quale cercare di rispondere, perché non sempre sono chiare le motivazioni che spingono i lettori a cliccare sul link e leggere il tuo post.

Sono interessati a quello che scrivi sempre o a quello che hai scritto in quel momento? È stato l’argomento ad attirare la loro attenzione o il titolo contente una call to action ben fatta? Sei arrivato prima degli altri o hai pubblicato nel momento giusto?

Beh, all’inizio non riuscirai a spiegartelo, ma è proprio in quella fase che dovrai essere in grado di analizzare i comportamenti dei lettori e ottimizzare il tuo piano editoriale.

Se scopri che i tutorial vengono apprezzati maggiormente rispetto alle breaking news, se ti rendi conto che un determinato argomento riceve più condivisioni ed interazioni, vuol dire che devi modificare il tuo modus operandi per andare incontro alle esigenze ed ai gusti dei lettori.

In questo modo, il lettore si sentirà capito, e sarà portato ad attribuire un valore enorme a quello che scrivi, perché giudicato utile.

Come vedi, gli sforzi maggiori che dovrai compiere nel tuo progetto di blogging dovranno essere destinati alla comprensione di questi elementi, senza i quali non potrai mai scoprire quali sono i contenuti apprezzati dai tuoi lettori.

Ricordati, non sono obbligati a leggere i tuoi post, sei tu che li devi convincere, offrendo loro qualcosa da cui poterne trarre un vantaggio.

Tu cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti e discutine con me, se ti va.


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Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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