Tre libri da leggere se vuoi fare della scrittura il tuo mestiere

libri da leggere

Se vuoi diventare un blogger, un copywriter o un web writer, non dovresti limitarti a leggere i manuali di settore. In questo articolo ti consiglio 3 libri da leggere assolutamente.

Capita spesso che amici, allievi e colleghi mi contattino privatamente chiedendomi consigli su libri dedicati al blogging e al copywriting.

Di solito, tendo a  consigliare Fare Blogging di Riccardo Esposito, che è molto chiaro nell’esposizione, quindi perfetto soprattutto per un target newbie, ma aggiungo anche che i libri di settore non bastano, c’è bisogno di andare a monte.

Si, perché se vuoi fare il blogger, il copywriter, o più in generale il web writer, non puoi leggere solo i consigli di altri professionisti del settore, perché finiresti con l’avere una visione d’insieme molto limitata.

Bisogna partire dalle basi

Se il tuo obiettivo è scrivere per mestiere, non importa il mezzo che andrai ad utilizzare o le tecniche che metterai in campo nella gestione quotidiana del tuo lavoro, quello che conta davvero è la tua capacità di raccontare una storia, e questo non puoi impararlo da me, da Riccardo o da altri blogger più o meno capaci, devi andare oltre.

Come amo ripetere spesso, si impara a scrivere imparando a leggere, ed è per questo che nel post di oggi ho intenzione di segnalarti tre libri che non hanno nulla a che vedere con il blogging, ma che ti assicuro cambieranno la tua percezione della scrittura.

Iniziamo!

1. “L’italiano. Lezioni Semiserie” di Beppe Severgnini

Severgnini è uno dei giornalisti italiani più noti, ed è stato uno dei primi, se non il primo, a capire le potenzialità del web nella diffusione delle informazioni e nell’evoluzione del linguaggio.

“L’italiano. Lezioni semiserie” è un manuale del 2007 nel quale Severgnini mette in evidenza le violenze che la nostra lingua subisce quotidianamente, e propone un percorso di riabilitazione molto interessante, reso ancora più piacevole da un linguaggio molto semplice (ma non banale) e da una giusta dose di ironia.

Scrivere bene si può, e non è neppure difficile. L’importante è capire chi scrive male, e regolarsi di conseguenza.

Il libro si apre con un bellissimo Decalogo diabolico, ovvero dieci errori che commettiamo, spesso senza nemmeno rendercene conto, ma che mortificano la lingua italiana e ci rendono meno efficaci nella comunicazione, prima ancora che nella scrittura.

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Eccoli:

  1. Usate dieci parole quando tre bastano;
  2. Usate parole lunghe invece di parole brevi, sigle incomprensibili e termini specialistici;
  3. Considerate la punteggiatura una forma di acne: se non c’è, meglio;
  4. Fate sentire in inferiorità il lettore: bombardatelo di citazioni;
  5. Nauseatelo con metafore stantie;
  6. Costringetelo all’apnea: nascondete la reggente dietro una siepe di subordinate, e cambiate il soggetto per dispetto;
  7. Infilate due o più ‘che’ in una frase;
  8. Non scrivete Il discorso era noioso, e i relatori aspettavano l’intervallo ma Lo speech era low- quality e il panel s’era messo in hold per il coffee-break;
  9. Usate espressioni come in riferimento alla Sua del…; il latore della presente; in attesa di favorevole riscontro;
  10. Siete noiosi.

Non far finta di niente, tutti noi commettiamo questi errori, anche più spesso di quanto vogliamo ammettere, ma non bisogna disperare, c’è una cura, un percorso di riabilitazione che Severgnini costruisce con maestria.

Nella quarta parte del suo percorso, dedicato appunto alla riabilitazione, l’autore elenca “Sedici semplici suggerimenti” da seguire quando si scrive, che riporto di seguito:

  1. Avere qualcosa da dire;
  2. Dirlo;
  3. Dirlo brevemente;
  4. Non ridirlo. Se mai, rileggerlo;
  5. Scriverlo esatto;
  6. Scriverlo chiaro;
  7. Scriverlo in modo interessante;
  8. Scriverlo in italiano (è più trendy, baby);
  9. Non calpestate i congiuntivi;
  10. Non gettate oggettive dal finestrino;
  11. Spegnete gli aggettivi, possono causare interferenze;
  12. Non date da mangiare alle maiuscole;
  13. Slacciate le metafore di sicurezza;
  14. In vista della citazione, rallentate;
  15. Evitate i colpi di sonno verbale;
  16. L’ultimo che esce, chiuda il periodo.

Nelle pagine successive Severgnini approfondisce uno ad uno questi suggerimenti, in maniera brillante.

Fidati, devi assolutamente leggere questo libro.

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2. “Consigli ad un giovane scrittore” di Vincenzo Cerami

Lo scrittore traduce in un linguaggio compreso da molti quanto è possibile portar fuori dalla fantasia.

Sono molto legato “Consigli ad un giovane scrittore” di Vincenzo Cerami, perché è stato il primo testo dedicato alla scrittura che ho letto in vita mia, e l’ho fatto quando ero ancora molto giovane e scrivere era tutto per me.

In questo libro Cerami si rivolge a un giovane scrittore spiegandogli l’arte del narrare, in un percorso che tocca non solo la letteratura, ma il cinema, la televisione, la radio, insomma il linguaggio a 360°.

C’è un passaggio, proprio nelle prime pagine del libro, che quando lo lessi per la prima volta mi ispirò profondamente, e credo che la mia passione per lo storytelling provenga proprio da lì.

Una lingua serve a «comunicare» e un linguaggio serve a «esprimere». Qual è la differenza? Comunicare significa trasmettere informazioni; esprimere significa trasmettere emozioni.

Scrivere è un lavoro, e l’idea che tutto sia legato all’arte, al talento e all’ispirazione è del tutto errata, perché l’unico elemento che nasce dall’intuizione del momento è l’illuminazione iniziale, tutto il resto necessita di struttura, organizzazione e tecniche di scrittura chiare e precise.

Cerami questo concetto lo esprime in maniera molto chiara, applicandolo ai vari settori nei quali lui è stato un grande maestro. Un motivo in più per leggere questo bellissimo libro.

3. “Lezioni Americane” di Italo Calvino

Ho lasciato “Lezioni Americane” di Italo Calvino per ultimo perché qui siamo ad un livello superiore, quando l’esperienza si trasforma in un’opera d’arte da ammirare come se fosse un dipinto di Leonardo Da Vinci.

Il 6 giugno del 1984 Calvino fu inviato a tenere un ciclo di sei conferenze all’Università di Harvard. Purtroppo ne scrisse solo 5, perché la morte lo colse prima di poterle completare.

Ogni lezione ha un tema:

1) Leggerezza;
2) Rapidità;
3) Esattezza;
4) Visibilità;
5) Molteplicità.

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Perché amo questo libro?

Perché non è un manuale, non è nemmeno un saggio, è un’opera poetica, un atto d’amore verso la scrittura che, nonostante il tempo e le nuove tecnologie, non può e non deve perdere di vista alcuni valori.

La mia fiducia nel futuro della letteratura consiste nel sapere che ci sono cose che solo la letteratura può dare coi suoi mezzi specifici. vorrei dunque dedicare queste mie conferenze ad alcuni valori o qualità o specificità della letteratura che mi stanno particolarmente a cuore, cercando di situarle nella prospettiva del nuovo millennio.

La lezione sulla leggerezza è universalmente riconosciuta come una delle cose più belle che la letteratura italiana abbia mai prodotto, e raccontartela in poche parole la svilirebbe.

Ci tengo solo a ribadire un concetto espresso da Calvino in questa lezione: la leggerezza non è sinonimo di frivolezza, o di superficialità, ma è la capacità di eliminare peso in eccesso, cercando di essere precisi e non vaghi nella scrittura.

Se vuoi fare il blogger, o il web writer, questo concetto te lo devi tatuare nel cervello, perché appesantire il linguaggio con sovrastrutture e subordinate lunghissime vuol dire spingere il tuo lettore faticosamente raggiunto a chiudere la scheda del browser prima di aver finito di leggere il tuo post.

Vorrei scrivere interi passaggi del libro in questo post, ma spero di averti incuriosito al punto da spingerti a comprarlo e divorarlo in un attimo.

Ne vale davvero la pena, anche se non vuoi fare della scrittura un mestiere.

Leggere fa bene, sempre

Scrivere questo post è stato molto emozionante per me, perché ho dovuto riprendere concetti e parole che avevo letto quanto tutto era diverso, ma questa è la potenza della letteratura, riesce a farti provare sensazioni diverse ogni volta che leggi lo stesso testo, perché a cambiare non sono le parole, ma noi.


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Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

2 Comments

  1. Grazie per tutti i consigli che dai per diventare un buon scrittore e giornalista, anche se tra le due professioni ci sono differenze. Rileggo tutto quel che hai scritto poi chiederò consigli. Complimenti per quel che dici e fai! Antonio Bovetti

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