Food Marketing, parte I: modalità offline

food marketing

Il settore food & beverage è uno di quelli in cui il marketing dà il meglio di sé, online e offline.

Dopo l’ambient marketing e il viral marketing è giunto il momento di dedicare un po’ di spazio a un’altra forma di comunicazione, anch’essa molto stimolante: il food marketing.

Con il termine food marketing si indicano molte cose, dal volantino per la pizzeria fino alle campagne brand integrate.

Come potete leggere su Wikipedia, infatti:

The four components of food marketing are often called the “four Ps” of the marketing mix because they relate to product, price, promotion, and place.

Il food marketing è un mix di quattro componenti, le cosiddette “quattro P”: prodotto, prezzo, promozione e posto.

Per cercare di inquadrarlo in maniera più completa, ho deciso di dividere l’articolo in due parti, una dedicata alle strategie di food marketing online, e un’altra a quelle offline.

Iniziamo proprio da quest’ultime.

Quando parlo di food marketing offline mi riferisco al modo in cui si crea una brand identity attraverso supporti fisici e reali, quindi dal flyer al menù, passando per il packaging.

Lo so che non si dovrebbe mai giudicare un libro dalla copertina, ma diciamoci la verità: chi è che non lo fa?

Una confezione curata, realizzata utilizzando materiali di buona qualità e con un design accattivante, fa decisamente più presa sui consumatori rispetto a una scatola di cartone ondulato marrone con lo scotch da imballaggio, o sbaglio?

Un packaging ben fatto ci fa subito pensare che quel prodotto sia migliore degli altri e, visto che parliamo di cibo, che sia anche più buono.

Leggi anche:   L'ambient marketing? È una figata

Vi siete mai chiesti perché in Francia le baguette vengono vendute avvolgendole in poca carta o in un sacchetto che non riesce a contenerle per intero, in barba alle più elementari norme d’igiene?

Perché l’odore che sprigiona il pane appena sfornato rappresenta uno stimolo non solo per chi lo ha acquistato e non vede l’ora di mangiarlo, ma per tutte quelle persone che quest’ultimo incontra nel tragitto boulangerie-casa.

È marketing, nient’altro che puro e semplice marketing.

Avete presente quelle tovagiette di carta con sopra stampati i giochi per bambini, i cruciverba e i sudoku? Sono bruttissime, lo so, però spesso il cliente le porta a casa, o a lavoro, per poterci giocare in un secondo momento, con calma. Anche questo è food marketing, perché il cliente non sta portando con sé solo un pezzo di carta, ma il nome e il brand del ristorante o della tavola calda.

Come ho fatto per l’articolo sull‘ambient marketing, ho creato una board su Pinterest dedicata ad esempi di food Marketing, che aggiornerò periodicamente.

Datele un’occhiata.

Segui la bacheca Food Marketing di Francesco su Pinterest.

Perché, infondo, anche l’occhio vuole la sua parte…

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

Davvero volevi andare via senza lasciarmi un commento?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.