Gli #hashtag sono una cosa seria. Basta abusi!

come usare gli hashtag

Creati per evidenziare un topic, gli hashtag sono diventati uno strumento di tortura di massa.

Ogni giorno un utente di Twitter e affini si sveglia e inizia a sparare #hashtag a raffica, senza se e senza ma.

Ogni giorno un Social Media Manager si sveglia e sa che dovrà sopportare tutti questi tweet e aggiornamenti di stato pieni zeppi di cancelletti.

Andiamo per ordine, e cerchiamo di capire perché esistono, a cosa servono e come andrebbero utilizzati.

Il termine hashtag nasce dall’unione delle parole inglesi, hash, cancelletto, e tag, etichetta, e viene utilizzato per evidenziare o mettere in risalto un topic, un argomento, una parola chiave all’interno di un messaggio.

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Il suo utilizzo è divenuto frequente grazie a Twitter, che ha sfruttato il # per aggregare messaggi relativi a uno stesso argomento, in modo da consentire agli utenti di poter leggere solo i tweet contenenti quell’hashtag e interagire con persone che condividono un medesimo interesse.

Anche se negli anni abbiamo imparato a utilizzarli un po’ per tutto, inizialmente gli hashtag erano collegati a eventi e argomenti di una certa rilevanza, come elezioni politiche, notizie di attualità, breaking news, emergenze, campagne social. Per gli utenti di Twitter, ma anche per i giornali, gli enti pubblici, i governi, i politici, rappresentavano un’ottimo strumento per interagire con gli altri su un argomento specifico, e diffondere informazioni in modo veloce, immediato, semplice.

Oggi, invece, capita sempre più spesso di imbattersi in messaggi contenenti decine di hashtag applicati a parole che non sono propriamente degli argomenti o dei topic, per non parlare di quelli che li mettono ovunque.

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Un esempio?

#Sto #leggendo #un #post #sul #blog #socialmediacoso #su #utilizzo #hashtag

Capisco che sono gratis e alla portata di tutti, ma ogni pazienza ha un limite, così come ogni hashtag ha una sua dignità.

Volete usare gli hashtag? Perfetto, ecco 10 cose che dovete sapere:

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  1. vanno applicati alle parole chiave del messaggio:
  2. hanno la funzione di favorire e incentivare la discussione tra gli utenti;
  3. possono essere composti da una o più parole, ma unite, senza punteggiatura (fatta eccezione per il simbolo _); ad. esempio, si scrive #MatteoRenzi e non #Matteo #Renzi
  4. vanno usati solo se utile;
  5. non esagerate, un paio di hashtag sono più che sufficienti;
  6. se composti da più parole, utilizzare il carattere maiuscolo per la prima lettera di ognuna può favorire la lettura;
  7. se volete crearne uno per la vostra azienda, attenzione ai duplicati;
  8. devono essere brevi, semplici e facili da ricordare;
  9. contribuiscono a rendere un messaggio più interessante;
  10. un pizzico di ironia non guasta mai.

#sapevatelo.

 

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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