Miti da sfatare su Facebook. Verità o bufale?

Miti da sfatare su Facebook

Essendo il social network n.1 al mondo, intorno a Facebook ruotano molte informazioni, rumors, dicerie. Alcune sono vere, altre, invece, no.

Ogni tanto, per curiosità e per aggiornare le informazioni in mio possesso, vado a “farmi un giro” negli angoli meno esplorati dei vari social network. In uno di questi miei viaggi mi sono imbattuto nella sezione di Facebook dedicata alle faq, alle informazioni e ai suggerimenti.

Qui, ho trovato un’interessante sezione chiamata Miti comuni su Facebook.

Il primo mito da sfatare elencato è la possibile trasformazione di Facebook in un servizio a pagamento.

Facebook verrà trasformato in un servizio a pagamento? No. Facebook sarà sempre un servizio gratuito per tutti.

Nel corso degli anni quanti giornali online, blog, siti di tecnologia e aggiornamenti di stato hanno riportato periodicamente la notizia, completamente inventata, dell’imminente richiesta di denaro per l’utilizzo della piattaforma. Diciamolo subito, non ci sono mai state evidenze di una simile intenzione da parte dei vertici di Facebook, quindi ci troviamo di fronte a una di quelle notizie definite tecnicamente “bufale”. La cosa assurda è che, nonostante Facebook sia rimasto sempre gratuito, la bufala è stata riproposta in ogni momento saliente della vita dell’azienda, come la quotazione in borsa, l’acquisizione di Instagram e, più di recente, di WhatsApp.

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Altro giro, altri miti da sfatare:

Gli inserzionisti possono accedere alle mie informazioni personali? No, la nostra definizione dei destinatari delle inserzioni è gestita in modo anonimo dal nostro sistema e le informazioni personali degli utenti non vengono condivise con gli inserzionisti. Se un inserzionista seleziona l’opzione per la definizione dei destinatari in base ai dati demografici, il nostro sistema trova automaticamente il pubblico giusto a cui mostrare le inserzioni. Gli inserzionisti ricevono solo dei report anonimi e contenenti dati cumulativi, a testimonianza che le loro inserzioni sono state visualizzate dai gruppi che avevano definito.

Facebook vende le mie informazioni? No. Tu hai il controllo sulle modalità di condivisione delle tue informazioni. Non intendiamo condividere le tue informazioni personali con persone o servizi a te sgraditi. Non consentiamo agli inserzionisti di accedere alle tue informazioni personali. Non intendiamo vendere le tue informazioni personali a terzi, né adesso né in futuro.

Su questo punto, ad essere sincero, ho qualche dubbio, perché è risaputo che per le dot-com il bene più prezioso è rappresentato dai dati personali, che vengono venduti agli advertiser che li utilizzano per orientare in modo più efficace il messaggio che intendono veicolare. E non è un segreto che le grandi compagnie web forniscano informazioni sugli utenti ai governi, e gli scandali degli ultimi mesi non fanno altro che confermarlo.

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Ciò nonostante, è vero che la casella dei messaggi su Facebook non viene intasata da spam e pubblicità, così com’è è vero che i post sponsorizzati che visualizziamo non sempre rispondono ai nostri gusti, fatta eccezione per quelli posti nella sidebar di destra, ma anche in questo caso non è niente di strano. Infatti, se cliccate sulla parola Sponsorizzata venite indirizzati alla pagina Informazioni sulle inserzioni di Facebook. Qui, potrete leggere:

Le tue preferenze relative alle inserzioni si basano sulle informazioni che hai condiviso su Facebook, le Pagine che ti piacciono o con le quali interagisci, le inserzioni sulle quali clicchi, le applicazioni o i siti Web che usi e le informazioni fornite dai nostri provider di dati e dagli inserzionisti.

Purtroppo, però, qui casca l’asino. Infatti, sempre in questa pagina vengono riportate delle informazioni che sembrano smentire quanto dichiarato da Facebook sulla vendita e la diffusione dei nostri dati:

Facebook usa il mio nome o la mia foto nelle inserzioni? I post o le attività che includono la tua immagine del profilo o il tuo nome, come una notizia sul fatto che ti piace Starbucks, possono essere accoppiati con un’inserzione. Il tuo nome o l’immagine saranno visualizzati solo dalle persone autorizzate a vedere i “Mi piace” della tua Pagina.

In che modo Facebook collabora con i provider di dati? I provider di dati di Facebook sono specializzati nell’aiutare gli inserzionisti a trovare le persone giuste con le quali condividere le inserzioni. Ad esempio, i provider di dati creano gruppi di persone su Facebook che, a loro avviso, gli inserzionisti potrebbero voler raggiungere, in base agli interessi di quelle persone. Tra i nostri provider di dati si annoverano Acxiom, Datalogix e Epsilon

Continuando ad “indagare”, però, si scoprono altre informazioni che ritengo importante conoscere prima di registrarsi a Facebook.

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Se andate alla pagina Normativa sull’utilizzo dei dati → Alcune cose da sapere, si legge:

Possiamo accedere alle informazioni degli utenti nonché conservarle e condividerle in risposta a una richiesta legale (come un mandato di perquisizione, un decreto ingiuntivo o un mandato di comparizione) qualora riteniamo in buona fede che la legge ci imponga di farlo. Quanto detto può includere la risposta a richieste provenienti da giurisdizioni esterne a quella degli Stati Uniti, qualora abbiamo ragione di ritenere che ciò sia reso obbligatorio dalla legge locale della giurisdizione in questione, riguardi gli utenti che rispondono a tale giurisdizione e sia conforme agli standard riconosciuti a livello internazionale. Inoltre, possiamo accedere alle informazioni nonché conservarle e condividerle qualora riteniamo in buona fede che ciò sia necessario per: individuare, prevenire e gestire frodi e altre attività illegali; tutelare noi stessi, l’utente e altre persone, anche nell’ambito delle indagini; prevenire eventi che possano determinare danni fisici imminenti o decesso. Le informazioni che riceviamo su di te, compresi i dati delle transazioni finanziarie correlati agli acquisti effettuati tramite Facebook, possono essere consultate, elaborate e conservate per un periodo di tempo prolungato quando sono oggetto di un procedimento legale, di un’indagine governativa o di indagini riguardanti possibili violazioni dei nostri termini o normative oppure per evitare danni. Potremmo inoltre mantenere le informazioni presenti negli account disabilitati per violazione delle nostre condizioni per almeno un anno, al fine di evitare il ripetersi di usi impropri o altre violazioni delle nostre condizioni.

Fin qui niente di strano, visto che si tratta dell’adesione al programma Safe Harbor, vigente negli Stati Uniti e nell’Unione Europea. Se sei ricercato dalle autorità per un crimine, è giusto che Facebook collabori con esse per non intralciare le indagini. Ma continuando a leggere si scopre anche che:

Potremmo condividere le informazioni che riceviamo con altre aziende che, legalmente, fanno parte dello stesso gruppo di aziende a cui appartiene Facebook, oppure che entrano a far parte di tale gruppo (spesso le aziende di questo tipo sono definite “affiliate” o “affiliati”). Allo stesso modo, anche i nostri affiliati potrebbero condividere delle informazioni con noi. Tale condivisione avviene in conformità con le leggi applicabili, anche quando tali leggi richiedono un consenso. Noi e i nostri affiliati potremmo usare le informazioni condivise per aiutarci a vicenda nella fornitura, nella comprensione e nel miglioramento dei nostri servizi.

E ancora:

Facebook fornisce le informazioni su di te alle persone e alle aziende che ci aiutano a fornire, comprendere e migliorare i nostri servizi. Ad esempio, Facebook può servirsi di fornitori esterni per l’hosting del sito Web di Facebook e per pubblicare foto e video, elaborare pagamenti, analizzare dati, condurre e pubblicare ricerche, misurare l’efficacia delle inserzioni o fornire risultati di ricerca. In alcuni casi, Facebook fornisce il servizio insieme a un’altra azienda, come ad esempio Facebook Marketplace. In tutti questi casi, i partner devono accettare di utilizzare le informazioni degli utenti nel rispetto dell’accordo tra i partner e Facebook, nonché della presente Normativa sull’utilizzo dei dati.

Insomma, questi dati personali non sono poi così segreti, non vi sembra?

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Mettiamo un attimo da parte il discorso relativo alla sacralità dei nostri dati personali e passiamo ad un altro mito da sfatare.

Tutti quelli che utilizzano Facebook si sono posti almeno una volta due domande:

  1. Le persone possono accorgersi che ho visualizzato il loro diario?
  2. Posso sapere chi sta guardando il mio diario e con quale frequenza?

In entrambi i casi la risposta è no. Facebook non consente alle persone di monitorare chi visualizza il proprio diario.

Quindi, ricapitolando. Facebook resterà gratis, non ci permette di sapere se i nostri amici hanno visualizzato il nostro profilo ma fornisce i dati personali agli “Affiliati”.

Beh…ottimo, no?

Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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