Panoramica sui principali social network

Panoramica sui principali social network

Esistono centinaia di piattaforme social, ma non è possibile utilizzarli tutti. Ecco una mini guida sui principali social network, dei quali difficilmente possiamo fare a meno.

Qualche giorno fa su Google + un utente, commentando il mio post “Perché iscriversi a Google Plus” mi ha chiesto di «elencare le principali piattaforme e differenze tra esse, in modo da orientare nelle scelte».

Io ho accettato con grande piacere la “sfida” ed ecco una panoramica sui principali social network.

Facebook

Partiamo da Facebook, se non altro perché è il più diffuso e utilizzato. In altri articoli ho avuto modo di sottolineare quelli che sono a mio avviso i limiti di questa piattaforma, sempre più distante dal concetto di social network. Nato per avvicinare le persone e abbattere le barriere fisiche e le distanze geografiche, Facebook permette di interagire con moltissime persone, è intuitivo, facile da utilizzare, ha una graficamente accattivante ed è ricco di funzioni e contenuti.

L’idea alla base è molto semplice: offrire una finestra sul mondo, ma, a differenza del web in generale, tutto quello che ci viene mostrato passa attraverso un filtro generato dai nostri gusti, dalle inclinazioni, dalle relazioni, dagli interessi e dall’utilizzo che ne facciamo. In poche parole, grazie a Facebook ognuno di noi ha la possibilità di trovare in un unica finestra tutto quello che ci interessa – o che potrebbe interessarci – senza dimenticare mai l’elemento umano.

Purtroppo, negli ultimi mesi alcune modifiche all’algoritmo hanno un po’ svilito la piattaforma, che si sta lentamente trasformando in un contenitore sempre meno social. Ciò nonostante, resta uno strumento eccezionale che ha cambiato il modo stesso in cui concepiamo Internet, creando quella che io definisco (passamela) la Generazione della Condivisione.

Prima di Facebook il web era statico, una enorme biblioteca nella quale ricercare e trovare informazioni, ma la fruizione era passiva, non molto diversa da quella dei medium tradizionali. Con l’avvento di Facebook e dei Social Network in generale – e prima ancora dei blog – il web è diventato vivo, perché al centro è tornato l’individuo.

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Twitter

Lo ammetto: è il mio social network preferito, e nel primo articolo pubblicato su questo blog ho spiegato quali sono i 10 motivi per iscriversi a Twitter, sottolineando la differenza con Facebook.
Mentre quest’ultimo, infatti, rappresenta un modo per entrare in contatto con chi già appartiene al nostro network reale, Twitter è costruito per mettere in relazione l’utente prima con le informazioni, e solo in un secondo momento con le persone.

Mi spiego meglio: su Twitter la relazione esistente tra due utenti non è importante, perché ad avere un ruolo da protagonista è il contenuto, non gli attori in gioco. Quello che viene detto, non chi lo dice. Anche le interazioni che si generano su Twitter hanno un sapore diverso, perché derivano da un topic, un argomento specifico, nel caso specifico da un hashtag.

Se voglio esprimere una mia opinione su un fatto di cronaca, una notizia, un programma televisivo, non devo fare altro che utilizzare l’hashtag giusto per ritrovarmi risucchiato all’interno di una conversazione con estranei che condividono lo stesso interesse. A rendere molto utile Twitter è il continuo aggiornamento, che ti consente di essere sempre “sul pezzo”, e la sua natura spiccatamente mobile.

Messaggi brevi, scritti in ogni momento e in ogni luogo. Per molti è un limite, per me, che non amo le chiacchiere inutili, è un punto di forza.

Google Plus

Ne ho parlato in un paio di articoli, e continuo pensare che Google + rappresenti uno strumento eccezionale per chi intende i social network come una finestra sulla conoscenza e non come lo spioncino della porta attraverso il quale spiare la vita degli altri. Il social network di Google è considerato da molti come un clone di Facebook venuto male, ma chi lo dice evidentemente non ha capito niente.

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Anche se nella struttura ricorda la creatura di Zuckerberg, Google + per certi è molto più vicino a Twitter. In che senso? Beh, chi utilizza quotidianamente Google + sa perfettamente che il vero valore aggiunto di questo social network sono i contenuti e le interazioni tra gli utenti, in particolare nelle Community.

Simili ai gruppi su Facebook, le Community sono molto vive, come le piazze di un piccolo paesino di provincia la domenica mattina. Ci si incontra, si discute di vari argomenti e si sta insieme in maniera piacevole e, spesso, costruttiva. Ecco, io considero Google + come un luogo di ritrovo, dove vivere un’esperienza sociale appagante ma costruita su basi solide, e su contenuti validi.

Pinterest

Molti lo definisco “il social al femminile”, ma io non sopporto questa etichetta. Pinterest è costruito intorno a due concetti molto semplici:

  • Le persone in rete cercano quello che considerano interessante;
  • Un’immagine vale più di mille parole.

Banale? Forse si, ma estremamente efficace. Un layout pulito, poche funzioni semplici da utilizzare e belle foto rendono Pinterest il miglior esempio di Visual Social Network attualmente esistente, a mio avviso anche più di Instagram.

Ancora in una fase di sviluppo, Pinterest si è affermato negli anni come punto di riferimento per gli appassionati e gli esperti di alcuni settori, particolarmente sensibili all’aspetto visivo del web: moda, cibo, marketing, cake desing, arte, fotografia, cinema, tv, turismo, tecnologia, etc. Scorrere la dashboard di Pinterest è un vero piacere per gli occhi, che si soffermano solo su quelle immagini che riescono a catturare l’attenzione.

In questo modo, potrai scoprire tante cose nuove in modo semplice e originale.

LinkedIn

Il social network dedicato al lavoro, questa potrebbe essere una definizione di LinkedIn, ma non credo che renda l’idea. A differenza degli altri, LinkedIn presuppone un utilizzo più consapevole e più formale, perché rappresenta una vetrina per il professionista, non per la persona.

Se sei un architetto, puoi entrare in contatto con altri operatori del settore, creare connessioni, prendere parte a gruppi tematici, curare il tuo personal brand, aggiornare e mettere in mostra le tue competenze, crearti una reputazione online.

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Nel libro scritto a quattro mani da Reid Hoffman, cofondatore di LinkedIn, e Ben Casnocha “Teniamoci in contatto” gli autori ci tengono a chiarire un punto: oggi non è importante chi sei, ma a chi sei collegato. Attenzione, però. Non ha niente a che vedere con il vecchio malcostume della raccomandazione e del “figlio di” o “nipote di”, tutt’altro. Hoffman e Casnocha sostengono, e io sono d’accordo con loro, che per crescere professionalmente è essenziale creare un network di persone operanti nel tuo stesso settore, con le quali condividere conoscenze specifiche.

LinkedIn serve proprio a questo, a entrare in contatto con chi ha qualcosa da dire che possa essere interessante per te, non per tutti. Il segreto del successo, oggi più che mai, è rispondere alle esigenze di una nicchia ristretta. Per riuscirci, è necessario farne parte. LinkedIn, da questo punto di vista, è importantissimo.

Instagram

Posta una foto e ti dirò chi sei. Ecco cos’è Instagram, un modo per ognuno di noi di mostrare agli altri un pezzetto della nostra vita, un tempo destinato a pochi eletti, oggi diventato di dominio pubblico.

Diciamo subito che Instagram nasce in risposta a un sempre crescente desiderio di popolarità e di esposizione mediatica da parte degli utenti. Ne è una prova tangibile il successo di un fenomeno come i Selfie, inizialmente utilizzati esclusivamente dai personaggi famosi, oggi completamente sdoganati.

Gli utenti di Instagram si possono dividere essenzialmente in due gruppi: gli amanti delle foto e i narcisisti (non in senso negativo, sia chiaro). I primi lo adorano perché propone esattamente ciò che vogliono vedere online, ovvero belle foto capaci di raccontare una storia. I secondi, invece, sentono la necessità di esprimere se stessi attraverso la forma più efficace e diretta che esiste: la foto. In entrambi i casi, a prevalere sono quasi sempre i contenuti e non le interazioni, con le dovute eccezioni.

Mi fermo qui, ma con l’intenzione di approfondire l’argomento dedicando altri articoli a quei social network meno noti e diffusi, ma che offrono spunti interessanti.

Nel frattempo, buon social a tutti.


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Francesco Ambrosino
33 anni, Digital Marketer specializzato in Gestione Blog Aziendali, Formazione Professionale, SEO Copywriting, Social Media Management e Web Writing.Membro di Open-Box e Comunicatica, co-creatore di Digitalklive

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