Fare e-commerce non vuol dire mettere un sito online

Fare e-commerce non vuol dire mettere un sito online

Se vuoi aprire un e-commerce, il sito è l’ultimo dei tuoi problemi. Vediamo insieme quali sono gli elementi da valutare in fase di avvio della tua attività di vendita online. 

Da più di un anno seguo due clienti, operanti in settori molto differenti tra loro, che sfruttano l’e-commerce come strumento di business, uno in forma esclusiva e l’altro a supporto del canale retail.

Collaborando con loro ho avuto una ulteriore conferma di quello che sostengo da sempre, ovvero che fare e-commerce non vuol dire mettere un sito online dove vendere cose. 

No, è un tantino più complicato di così.

Un e-commerce è un business a tutti gli effetti

Creare un sito web può apparire semplice, ci sono soluzioni anche molto economiche e che non richiedono competenze di programmazione eccessive, ma pensare che fare e-commerce si riduca solo a questo ti stai sbagliando di grosso.

Aprire un e-commerce è come aprire un negozio fisico, almeno dal punto di vista del business e della progettualità.

Non hai i vincoli fisici dello store, ma devi comunque creare una realtà imprenditoriale che possa gestire una attività di vendita online, così come dovrai gestire fornitori, ordini, personale, strumentazioni tecnologiche e così via.

Se vuoi fare e-commerce, quindi, mettiti nella condizione mentale di dover avviare un’attività a tutti gli effetti, con tutto quelle che ne consegue.

Insomma, non credere a quelle soluzioni da € 1.000,00 chiavi in mano che si vedono in giro, aprire un e-commerce è un investimento decisamente più consistente.

Come ci ricorda in un suo post un grande esperto del settore, Giovanni Cappellotto, il punto di pareggio per un e-commerce è pari a circa 200mila euro.

Chiaro?

Ora, vediamo insieme quali sono le cose alle quali dovrai prestare massima attenzione in fase di sviluppo del tuo e-commerce.

Fare e-commerce: autorizzazioni e fiscalità

Se vendi prodotti in cambio di soldi, devi dichiararli e pagarci le tasse. Si tratta di un principio semplice da comprendere, eppure molti credono che “tanto chi vuoi che ne accorga, siamo online”.

Non funziona così, per operare in modo corretto con il tuo e-commerce dovrai rivolgerti ad un commercialista e a un legale, per verificare tutta la trafila burocratica alla quale dovrai necessariamente attenerti.

Dovrai aprire Partita Iva, effettuare l’iscrizione alla Camera di Commercio, dovrai comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito web, i dati identificativi del provider, l’indirizzo di posta elettronica, il numero di telefono e di fax.

Se intendi vendere all’estero, dovrai procedere all’iscrizione nella banca dati VIES.

Oltre agli adempimenti iniziali, dovrai fare attenzione ad una serie di altre cose, come ad esempio le politiche di reso.

Non puoi fare copia/incolla da un altro e-commerce e applicare quella regolamentazione al tuo, devi svilupparne una ad hoc, con l’aiuto di un avvocato competente in materia.

Inoltre, c’è una differenza sostanziale tra il vendere un braccialetto e un pacco di biscotti, perché i prodotti alimentari vanno gestiti in modo differente, ci sono procedure da rispettare, sia nello stoccaggio che nella spedizione, e devi tenerne conto.

Fare e-commerce: hosting e sicurezza informatica 

Un e-commerce è, per sua stessa natura, un portale web, questo vuol dire che avrai bisogno di un hosting. 

Un e-commerce ha bisogno di un hosting di ottima qualità, ma anche di protocolli di sicurezza di un certo tipo, per diverse ragioni:

  • Contiene molto materiale, soprattutto foto, che hanno un peso consistente;
  • Deve caricare le pagine molto velocemente, per non scoraggiare il potenziale acquirente;
  • Non deve crashare mai (o quasi mai!), perché ogni minuto offline può tradursi in fatturato mancante;
  • Deve garantire sicurezza nella navigazione e nelle transazioni.

Non acquistare un hosting economico, se vuoi fare e-commerce seriamente devi investire un po’ di più.

Ci sono numerose soluzioni disponibili, da quelle di Amazon agli hosting dedicati offerti da Serverplan, Flamenetworks e altri.

Fare e-commerce: logistica, magazzino, dropshipping

Prima di sviluppare il sito web, dovrai lavorare offline per creare un sistema di stoccaggio, gestione degli ordini e spedizioni che ti consenta di operare correttamente senza fare danni o andare in difficoltà.

Ti consiglio di dotarti di un software di gestione del magazzino e degli ordini, perché farlo manualmente potrebbe diventare pericoloso, oltre che dispendioso in termini di tempo.

Per quanto riguarda il magazzino, hai due soluzioni:

  • Magazzino proprietario: devi dotarti di uno spazio adeguato, a norma di legge, da destinare a magazzino, dove stoccare la merce;
  • Dropshipping: si tratta di un sistema di vendita online basato sull’assenza di un magazzino gestito direttamente dal venditore, che sigla accordi con i produttori e i fornitori in modo tale da avere disponibilità dei prodotti solo in seguito ad un ordine ricevuto. Questa soluzione è molto diffusa, perché consente di abbattere i costi di gestione del magazzino.

Gestire ordini e spedizioni non è affatto facile, anche perché ogni tipologia di prodotto ha delle peculiarità che vanno rispettate durante il trasporto, quindi fai molta attenzione alla fase di organizzazione, in modo da non andare in difficoltà

 

Vuoi ancora fare e-commerce?

Come vedi, fare e-commerce non è facile, almeno farlo a livello professionale e strutturato.

Devi capire che si tratta di una vera e propria attività imprenditoriale, con investimenti, costi fissi, burocrazia, fiscalità, gestione del flusso di lavoro, il tutto condito da una componente tecnologica di primaria importanza.

Fidati, se proprio devi vendere 4 prodotti in croce, meglio utilizzare un marketplace che avviare il tuo e-commerce.


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Francesco Ambrosino
32 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging. Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo. Per lavoro, coso il coso.

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