5 Cose Da Fare Quando Gestisci Un Blog Aziendale

5 Cose Da Fare Quando Gestisci Un Blog Aziendale

Gestire un blog aziendale non è una passeggiata di salute, è più un pentathlon digitale. Ecco le 5 cose che devi fare. 

Gestire un blog aziendale è la cosa che amo di più del mio lavoro, perché ho la sensazione di produrre cose concrete per obiettivi concreti.

Si, perché per quanto io sia amante dei social network e sostenga le piattaforme di social blogging, credo che il blog proprietario per un’azienda sia come una miniera, che prima o poi porterà alla scoperta di qualcosa di prezioso.

In questo processo, cerca di non essere il canarino, perché si sa che fa una brutta fine.

Gestire un blog aziendale: gioie e #maiunagioia

Come si gestisce un blog aziendale? Quali sono le cose da fare? Beh, non è facile dare una risposta univoca, ma ho scritto alcuni post dedicati a questo argomento, che ti invito a leggere.

  1. Come sviluppare una strategia per un blog aziendale

  2. Piano Editoriale Per Blog: Come Svilupparlo E Perché

Non è per niente facile, ti avviso, perché il lavoro da fare è davvero tanto, e puoi passare dalle gioie dei risultati al #maiunagioia delle bestemmie in un attimo, ma se fai le cose con criterio, prima o poi potrai dire “sono soddisfatto”.

Premesso, quindi, che devi fare una lavoro di strategia a monte, vediamo quali passaggi devi compiere per gestire correttamente un blog aziendale.

#1. Lavora gomito a gomito con un SEO Specialist

Mi dispiace deluderti, ma il fatto che tu sappia scrivere bene non basta. Semplicemente, non basta, a patto che tu voglia ottenere risultati che non svaniscano dalla sera alla mattina.

L’ho già scritto in un precedente post, e lo ripeto: il traffico social è in prestito.

Devi puntare al posizionamento dei contenuti su Google, e non #acazzodicane, ma con criterio.

Per farlo, devi per forza lavorare con un SEO Specialist, uno che conosca la differenza tra una keyword e una query, per intenderci.

Io ho il mio fido compagno d’avventura, Federico Simonetti, che mi sviluppa quei piani editoriali verso i quali posso indirizzare le più fantasiose bestemmie che la mia anima riesce a produrre.

Cosa fa un SEO con un blog aziendale?

  1. Effettua una analisi del posizionamento del sito, se già esistente, ed una keyword research sulle parole chiave dirette e correlate al business del nostro cliente.
  2. Ogni contenuto dovrà essere collegato ad un altro, oppure ad una pagina del sito web, sotto forma di backlink, che stabilirà a monte.
  3. La fase successiva prevede l’individuazione degli argomenti da trattare, e lo sviluppo di un file excel che ti farà venire il mal di mare ogni volta che dovrai consultarlo.

Prendi un Travelgum, e rilassati.

#2. Prima di scrivere, studia

Lo so, sei un blogger, e il tuo cuore pompa sangue solo quando puoi riempire il foglio bianco con le parole, ma ti devi sedare un attimo e fare un passo indietro.

Partendo dal piano editoriale sviluppato insieme al tuo caro amico SEO, crea un documento di testo e inizia a costruire la struttura del post.

Inserisci i vari paragrafi, già contrassegnati con il tag H2 o simili, e inserisci appunti, note, considerazioni, fonti attendibili e utili dalle quali prendere informazioni e spunti.

In questo modo, scrivere sarà molto più facile, non dovrai interromperti costantemente per cercare info online, oppure per superare il blocco che, prima o poi, prende a tutti, soprattutto quando si scrive di argomenti distanti dal proprio mondo.

#3. L’editing è un lavoro da miniaturista

Nella gestione di un blog aziendale, il lavoro di scrittura equivale a circa il 20% del totale, perché quello che ti porterà via più tempo è la fase di analisi iniziale, quella di ricerca centrale e di editing finale.

L’editing è un lavoro di cesello, di precisione, di pazienza, perché tra un post editato bene e uno editato #acazzodicane la differenza si nota, eccome se si nota.

Soprattutto Google, la nota.

In cosa consiste il lavoro di editing di un post? Bella domanda, complimenti per l’acume.

Editare un post vuol dire strutturarlo in modo tale da rispettare gli standard richiesti da Google e, soprattutto, da essere facilmente fruibile dall’utente.

Quindi, niente muri di testo, divisione in paragrafi, utilizzo (ragionato) di grassetti e corsivi, aggiunta di elementi multimediali e audiovisivi, inserimento di H2 e simili in modo adeguato.

Un post editato è un contenuto pronto per essere dato in pasto al popolo della rete.

#4. Attento a dove metti i link

Per come lo intendo io, un blog aziendale ha due funzioni principali:

  1. generare traffico;
  2. sostenere il sito web dell’azienda.

Ne ho parlato durante l’evento Ecommerce Hub, concentrandomi sulla mia esperienza personale con un cliente operante nel settore del commercio elettronico.

Se vuoi, puoi approfondire l’argomento leggendo l’articolo, che riporto di seguito.

A cosa serve il blog per un e-commerce [+ SLIDE]

Per generare traffico, è necessario produrre articoli che intercettano le ricerche sui motori di ricerca, ma anche che incuriosiscono gli utenti attivi sui social network.

Quindi, keyword research e social listening.

Per sostenere il sito web dell’azienda, invece, è necessario lavorare di link building interna, e anche in questo caso non puoi procedere a sensazione.

I link interni vanno inseriti seguendo tre approcci:

  1. Linkare una o più landing page specifiche, particolarmente importanti per gli obiettivi dell’azienda;
  2. Linkare le pagine che hanno un calo di posizionamento su Google, per cercare di invertire la tendenza;
  3. Linkare le pagine che hanno un valore, in termini di ROI, maggiore per l’azienda.

Quello che devi fare, quindi, è individuare le pagine da linkare, e collegarle ai contenuti più pertinenti e adeguati.

Se nel tuo articolo parli di shabby chic, non ha senso linkare la categoria dei mobili contemporanei.

Deve esserci una corrispondenza d’amorosi backlink nella tua strategia di blogging aziendale.

#5. Costruisci il tuo profilo di backlink

Se i link interni hanno una enorme importanza per l’economia generale del tuo progetto web, i backlink esterni non sono da meno.

Per quanto si sia evoluto, Google continua ad attribuire una rilevanza consistente ai link in ingresso, a patto che siano di qualità e pertinenti.

È finito il tempo dei link in ingresso a pioggia, provenienti da siti web di dubbio valore.

Per riuscirci, puoi fare due cose:

  1. Produrre contenuti così utili e fighi che altri blog e siti web ti linkeranno in modo completamente spontaneo;
  2. Contattare blog di settore affini a quello del tuo cliente, e puntare sui Guest Post.

La prima opzione è quella migliore, ed è anche gratis, ma non puoi controllarla. Potresti ricevere link in ingresso da blog che trasferiscono pochissima juice, che male non fanno ma non ti cambiano nemmeno la vita.

La seconda opzione, invece, presuppone un lavoro non indifferente. Devi individuare i blog adeguati allo scopo, contattarli e accordarti per la pubblicazione di un contenuto contenente il link al sito del tuo cliente.

Solitamente, dietro lauto compenso.

Blog Aziendale: hai voluto la bicicletta?

Come vedi, gestire un blog aziendale non è una passeggiata di salute, è più un pentathlon digitale.

Ci sono tante cose da fare, e nessuna è meno importante delle altre. Ogni azione produce un risultato, propedeutico per il successivo.

Datti da fare, e potrai ottenere dei risultati soddisfacenti per te e per il cliente, che potrà considerare il lavoro da svolgere un investimento e non un costo vivo.


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Francesco Ambrosino
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Francesco Ambrosino

Founder at Socialmediacoso
31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging.
Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo.
Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.
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2 Comments

  1. Tutto il lavoro che gravita attorno alla figura di un SEO, nella particolarità aziendale, può definirsi come “un’infinita carrellata di svariata forma e complessità”. Backlinks, keyworlds, analisi, sem, e quant’altro sembrano non bastare mai – e poi che nomi oscuri e drammatici!
    Haha burle a parte, complimenti per il bel articolo Francesco, una breve rinfrescata nozionistica non fa mai male.

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