Quattro Chiacchiere con Giovanni Amato sulla scrittura (e l’amore)

Quattro Chiacchiere con Giovanni Amato sulla scrittura (e l'amore)

Nuova intervista ad un professionista del web marketing. Oggi parlo con Giovanni Amato, collega e amico con il quale condivido più di una passione.

Lo so, oggi è lunedì e da quando ho creato la rubrica Quattro Chiacchiere ho sempre pubblicato le interviste il venerdì, ma questa settimana ho dovuto fare un’eccezione per due motivi: la scorsa settimana non sono riuscito a pubblicarla per impegni lavorativi e personali, mentre il prossimo venerdì è 8 aprile, e sai cosa succede l’8 Aprile?

Esatto, sarà a Roma in compagnia di Roberto Gerosa, Valentina Sala, Ludovica De Luca, Federico Simonetti e Matteo Pogliani per “Web Su Carta Presenta “Influencer Marketing” di Matteo Pogliani”, un evento dedicato al digital marketing e che si svolgerà in collaborazione con DoLab School all’interno del fighissimo incubatore di startutp della LUISS, Enlabs.

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Venerdì incontrerò finalmente un mare di persone conosciute online, e non vedo l’ora. Una di queste è proprio Giovanni Amato, collega e amico con il quale è un piacere chiacchierare, perché è pazzo quanto me (forse anche di più), ed ha ottimi gusti in fatto di cinema e musica. Insomma, non potevo non intervistarlo, anche perché ne ha di roba interessante da dire.

Ma bando alle ciance. Ti lascio alla lettura di questa piacevolissima chiacchierata.


giovanniamato

Chi sei e cosa fai nella vita?

Ecco. Lo sapevo. Possibile che le interviste debbano iniziare sempre con queste due fatidiche domande? Aspetta un attimo! Qualcuno mi sta facendo un’intervista?! Qualcosa deve essere andata dannatamente storta.

Ok, cazzeggio finito, lo prometto. È che la natura del cazzaro fa parte di me; amo prendermi pochissimo sul serio, e provo a vivere di emozioni.

Questo in due righe ti spiega pressappoco chi sono. Certo, non ti dice che sono nato a cavallo tra il 19 e il 20 febbraio del 1982 né che ho conseguito una laurea in Filosofia e Scienze Etiche. Ora che ci rifletto meglio, non ti dice neanche il mio nome – ma a quello ci hai pensato tu, e ti ringrazio ancora per lo spazio dedicatomi e per avere pensato a me per parlare di scrittura.

Ed ecco che con questo auto assist, ti dico cosa faccio per vivere (ho detto che provo a vivere di emozioni!).

Mi occupo, insieme alla mia compagna, collega e —– BREAKING NEWS —– futura moglie, di comunicazione. Più in particolare di Content Marketing.

Inutile spiegare a te o al tuo pubblico queste due parole. Eppure vorrei lo stesso dirti cosa significa per me.

Le prime due le hai capite senz’altro. Sulla dialettica ho i miei dubbi, non perché tu sia scemo, sia chiaro. Semplicemente, mi rendo conto che il paragone non sia immediato.
La dialettica cos’è? Citando Wikipedia, è l’arte di argomentare con logica serrata, in modo particolarmente abile e persuasivo.
E non è forse questo, quello che facciamo ogni qualvolta elaboriamo un contenuto (audio, video o testuale)? Non cerchiamo di argomentare, ricercando la conversione perduta?

Questo è quello che faccio. Dialettica, nulla più. E con questa chiusa, rispondo alla tua seconda domanda (o terza, dipende dai punti di (s)vista).

La tua vita ruota intorno alla scrittura. L’hai scelto o è capitato?

La scrittura ha sempre fatto parte di me, è vero. Pensa che quando ero piccolo, dovevo scrivere i pensierini da associare ai regali di Natale; scrivevo sempre. Sui muri, su una vecchia agenda della Banca del Sud, regalatami da mio nonno, sui forum, su IRC, O-V-U-N-Q-U-E.
E mi piaceva. Anche parecchio.

Tutto questo ardore trovava riscontro, anche e soprattutto, a scuola: ero un drago nei temi in classe, nelle analisi testuali e, in generale, nelle materie umanistiche. A tal proposito ringrazio, ancora, mia madre per avermi iscritto al liceo scientifico. Ci hai visto lungo, mamma.

Scherzi a parte, l’approccio scientifico mi ha aiutato a non impazzire. La mia mente è molto emozionabile e creativa. Avere un barlume di coscienza scientifica inibisce quel tanto che basta la mia sete e voglia di volare. Non è sbagliato credere nei propri sogni né tantomeno provare a osare, anche cadendo. Però, bisogna sempre tenere d’occhio i reali obiettivi e le concrete possibilità di successo. Sembra un po’ cinico e pragmatico come discorso; forse leggermente qualunquista, ma ti invito a trovare un cavillo, un punto di riflessione alternativo. Mi faresti un gran favore.

Tornando alla domanda – ho divagato un po’, ma la sintesi non è il mio alleato migliore – questo percorso l’ho scelto in parte. Se faccio questo lavoro, se ho trasformato la mia passione in una professione (fichissima) è merito di una persona. E qui si torna a Marialuisa Sanfilippo. Due anni fa, tra uno stream e l’altro di Facebook, commentò un mio status. Da lì, iniziammo a parlare e non abbiamo ancora smesso.

Lei mi ha spinto a scrivere per il web, a convogliare il mio amore per la scrittura in qualcosa di concreto. Di misurabile nel tempo.

Quindi, per rispondere alla tua domanda: sì, mi è capitato. Ma è stato l’accadimento più bello e intrigante al quale potessi partecipare.

Cosa conta di più nella scrittura di un testo ottimizzato lato SEO?

Uh, questa è una gran bella domanda. E senza troppi giri di parole ti rispondo così: la cosa più importante nella elaborazione di un testo SEO friendly è, senza dubbio, la fase preliminare di analisi.
Sapere chi sono le persone a cui ti stai rivolgendo, e quali sono i loro bisogni, è fondamentale. Analizzare il Buyer’s Journey, e comprendere quale sia l’intenzione di ricerca dell’utente, nel momento in cui digita sulla barra di ricerca di Google, è un lavoro da cui non riesco più a prescindere.

Diversamente, avere ottimizzato un testo nel migliore dei modi e sviscerato in tutto il suo campo semantico una particolare keyword, potrebbe essere quasi inutile. Se ho scelto una parola che nessuno cerca, se ho dato una risposta a un bisogno inesistente, ho semplicemente perso tempo.
Tuttavia, per esperienza, posso dirti che anche quando fai un’analisi pertinente, produci contenuti inediti, creativi, ricchi di immagini – anch’esse ottimizzate – e consegni un lavoro fatto come si deve, non è detto che Google ti premi. Per questo, è importante lavorare bene a livello SEO sin dalla progettazione della struttura del sito, che si tratti di un website istituzionale o di un blog.

Mi riferisco alle tassonomie, alla rete di link interni, alle gerarchie. Tutti fattori estremamente influenti sul posizionamento di un sito, se ben ottimizzati. La SEO, Francesco, non è solo ottimizzazione on-page, anche se che è quello di cui mi occupo prevalentemente. 😉

Qual è il tuo approccio ai social network?

I social li uso per informarmi, per rilassarmi e per lavoro. Il mio approccio è, quindi, mutevole. Posso dedicare un’ora all’informazione, leggere e studiare argomenti di mio interesse, così come cazzeggiare brutalmente, linkando pezzi dei Led Zeppelin o elargendo #SupposteDiSaggitudine (best hashtag evah, ancora chapeau Fra).

E qui, vorrei aprire una piccola parentesi. I social sono un luogo per “perdere tempo”, è vero. Ma possono essere un’agorà dove informarsi. Il confine tra bufala o argomento utile lo stabilisce, solamente, la tua capacità di giudizio. Non aggiungere chiunque per avere più contatti, ai quali diffondere il tuo verbo, bensì circondati di persone con i tuoi interessi e che possano donarti, oltre a un like, qualcosa da apprendere. Chiusa parentesi.

Per il resto, potrei sfruttare molto meglio i canali social ai quali sono iscritto (Twitter e LinkedIn su tutti), ma per il momento mi limito a osservare e studiare. Qualcuno diceva che è molto meglio stare zitti e dare l’impressione di essere stupidi, che parlare e darne la certezza. Sui social è più o meno così. Bruciarsi la reputazione è un attimo. E la mia mente scientifica si fa sentire. Anche parecchio.

Quanto conta la musica nella tua vita e nel lavoro?

Questo deve essere un long post? No perché solo con questa domanda rischio di superare le 3000 parole. Cercherò di essere il più sintetico possibile, e rispondere con due frasi distinte e secche.

La musica, insieme alla scrittura, è ossigeno. È nutrimento. È vita. E capirai, quindi, quanto possa contare per me. Mi ha aiutato a superare momenti difficili, mi ha dato memoria, attraverso i dischi che ascoltava mio padre. Ma soprattutto, mi ha fatto capire l’importanza di un piccolo gesto, di una sfumatura che trasforma un magone nel sorriso più bello che ci sia.

Parlando di lavoro, invece, la musica mi aiuta a mantenere la concentrazione. Solitamente, ascolto il nostro cantautorato; da De André a Battiato, passando per Dalla, De Gregori e Tenco. Ascolto anche tanto prog, durante le ore lavorative. Genesis, Gentle Giant, Jethro Tull, ma anche il Banco del Mutuo Soccorso, le Orme e la PFM.

Progetti futuri?

Tanti, forse troppi. Il problema? Le lancette dell’orologio.

Hai presente il calzolaio, no? Scarpe sempre bucate. Questo perché non ha tempo da dedicare alla manutenzione delle proprie calzature. Un occhio di riguardo e la massima attenzione per i clienti, ma quando si parla della cura della sua persona, ecco che casca l’asino con tutto il calzolaio!

Io ragiono in egual maniera. E sbaglio, ne sono consapevole. Dovrei trovare il tempo da dedicare ai miei progetti, ma finisco sempre con rimandare. Vorrei rinnovare il look di minchiaracamurria, trasferirlo su wordpress.org e iniziare a utilizzare un dominio a me caro: 3centoparole.it.

Vorrei, inoltre, trovare un po’ di tempo per produrre i testi nuovi per MADD.it. Il nostro programmatore (Alfredo Piccione) ha quasi completato il lavoro sporco, e prodotto un tema fantastico. Ora tocca a me e Marialuisa riempirlo a dovere, con contenuti perfetti.
E qui torna il problema iniziale legato al tempo. Ma promettiamo, entrambi, di trovarlo. Quindi preparati a smarmellare il nostro nuovo sito, o ti elimino dagli amici e lo dico anche alla maestra!

Con questa ennesima battuta (triste), rinnovo i miei ringraziamenti e ti saluto con una massima di uno dei miei autori preferiti: Richard Bach. Neanche a dirlo, inerente la scrittura.


Te l’avevo detto che ne aveva di cose interessanti da dire! Ringrazio Giovanni per la disponibilità e non vedo l’ora di conoscere lui e la sua dolce metà a Roma venerdì 8 aprile.

Ci vediamo lì. Se non vieni, sei un “Michele Serra”


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Francesco Ambrosino
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Francesco Ambrosino

Founder at Socialmediacoso
31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging.
Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo.
Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.
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