A scuola di storytelling da Quentin Tarantino

A scuola di storytelling da Quentin Tarantino

Quentin Tarantino, il maestro del cinema Pulp, ha molto da insegnare a chi vuole scrivere per mestiere. Vediamo insieme perché.

Sabato pomeriggio sono andato al cinema con mia moglie a vedere finalmente il nuovo film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”, e all’uscita dalla sala ha iniziato a formarsi nella mia testa questo post, perché sono convinto che pochi al mondo abbiamo la potenza narrativa del regista di Pulp Fiction, dal quale possiamo solo imparare tanto (ma proprio tanto).

L’osservatore distratto tende ad associare al nome di Tarantino solo la violenza, fisica e verbale, le sequenze splatter, le teste scoppiate e gli arti mozzati, ma solo chi non capisce un cazzo di cinema può fermarsi ad una lettura così superficiale, perché in realtà i suoi film sono molto complessi, sia dal punto di vista tecnico che narrativo. 

Nel post di oggi, quindi, cercherò di spiegare quali sono gli elementi tipici dei film di Quentin Tarantino dai quali un blogger, un web writer o un copywriter potrebbero (e dovrebbero) trarre insegnamento.

calendario editoriale banner

DIVISIONE IN CAPITOLI

Se hai visto almeno un film di Quentin Tarantino (ma come, solo uno???) ti sarai sicuramente reso conto che sono divisi in blocchi narrativi, in capitoli, come se si trattasse di un romanzo. A cosa serve questa suddivisione? A puntare il focus della storia su un filone preciso, su uno o più personaggi, su uno sviluppo al quale prestare particolare attenzione; insomma, Tarantino ci prende per mano e ci accompagna lungo la visione dei suoi film, perché vuole assicurarsi che ogni dettaglio della storia venga assimilato e compreso dallo spettatore.

Un blogger dovrebbe fare la stessa cosa nella stesura dei suoi post. Come sai, la divisione in paragrafi è consigliata da tutti, perché rende la lettura più piacevole e aiuta il lettore a mantenere alta la soglia dell’attenzione e ad avere punti di ancoraggio che lo guidino nel percorso.

Quando scrivi un post, quindi, cerca di dividerlo in blocchi, in paragrafi, per spiegare le cose una alla volta in modo chiaro ed efficace.

RITMO

Fatta eccezione per “Le iene” – che è il suo film d’esordio – e per “Death Proof” – che è metà di un dittico – i film di Quentin Tarantino sono lunghi, ciò nonostante non annoiano, perché è bravissimo nel mantenere un ritmo sempre vivo, pulsante, che tiene lo spettatore incollato allo schermo.

(Si, Kill Bill dura due ore, ma solo perché lo ha diviso in due film, altrimenti sarebbe durato 4 ore. nda)

Il ritmo è molto importante nei film di Tarantino, e non è un caso che a ricoprire un ruolo fondamentale per lui in fase di scrittura sia la musica. Si sente che quella particolare scena è stata scritta o almeno pensata avendo nelle orecchie una canzone, un ritmo preciso, che lui è stato capace di replicare su carta con la sceneggiatura e, successivamente, con il linguaggio visivo e infine con il montaggio.

In questa intervista realizzata da Spotify, Tarantino ha spiegato l’importanza della musica e del ritmo nel suo cinema.

 

Finalmente è uscito ‘The Hateful Eight’!
Noi abbiamo incontrato Quentin Tarantino e abbiamo chiacchierato di musica, Morricone, lampi di genio e Freda Payne.

Pubblicato da Spotify su Venerdì 5 febbraio 2016

 

Quando scrivi, quindi, cerca di fare attenzione al ritmo, perché a volte basta una frase scritta nel modo sbagliato per far calare l’attenzione e l’interesse del lettore e farlo schizzare via verso altri lidi digitali.

Ci sono due modi per farlo, almeno per me:

  1. Scrivere ascoltando un po’ di musica in sottofondo (per me jazz o i classici del rock);
  2. Rileggere il tuo testo ad alta voce. Se c’è qualcosa che non va, te ne accorgi subito.

COMPLESSITÀ 

Come ho detto prima, i film di Tarantino sono lunghi e complessi, ma per una scelta precisa, non certo per mancata capacità di sintesi. Tarantino vuole raccontare le storie mostrandoti sempre due facce, ecco perché ci sono così tanti intrecci e salti temporali. La stessa situazione raccontata da una prospettiva diversa può cambiare tutto.

Ad esempio, in “The Hateful Eight” c’è una sequenza ripresa dall’interno dell’emporio di Minnie, dove i protagonisti giungono durante la bufera di neve, e non è altro che la versione speculare di una scena mostrata molto prima, però dall’esterno. In questo modo Tarantino crea un punto di congiunzione tra le due linee di racconto, e ti svela quello che sta succedendo ma facendoti ripensare a quello che hai già visto prima. Un genio!

Scrivere una storia complessa non vuol dire creare qualcosa di difficile comprensione, piuttosto raccontare tutto quello che c’è da raccontare, senza preoccuparsi della lunghezza del film, o del contenuto in generale.

Cosa vuol dire questo per un blogger? Che devi fottertene della lunghezza dei post!

Scrivi quello che vuoi scrivere e non ti fermare fino a quando non hai la sensazione di aver esaurito l’argomento. Solo così potrai dare ai tuoi lettori qualcosa di veramente utile, e non i soliti articoletti minuscoli che lasciano il tempo che trovano.

DETTAGLI

La differenza tra un regista qualsiasi e Quentin Tarantino è che quest’ultimo i dettagli li crea già in fase di scrittura, e non dopo, quando realizza il film. Se il protagonista indossa quel particolare indumento, se fuma quella marca di tabacco, se è mancino oppure destrorso, se quando si siede accavalla la gamba destra o la sinistra, come impugna la pistola, tutto è già stabilito nelle sceneggiatura.

Riuscire a fornire al lettore delle immagini precise, che possa subito “vedere” mentre legge, può davvero fare la differenza.

Quando scrivi un post, quindi, non preoccuparti solo di dare un’informazione, ma presta attenzione anche allo stile, alla forma, ai dettagli, perché sono quelli che ti aiuteranno ad emergere dalla massa.

Come vedi, guardare i film di Tarantino non è solo divertente, emozionante e illuminante, ma può anche essere estremamente istruttivo. Basta solo guardarli con attenzione, andando ben oltre gli schizzi di sangue :-D.

“La mia dolce Mary mi chiama”, vuol dire che è ora di andare. A presto!


corso tecniche di blogging life learning

Il mio videocorso in Tecniche di Blogging. Non perderlo!

Francesco Ambrosino
Follow me

Francesco Ambrosino

Founder at Socialmediacoso
31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging.
Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo.
Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.
Francesco Ambrosino
Follow me