Quattro Chiacchiere sul turismo online con Vincenzo Raimondo

Quattro Chiacchiere sul turismo online con Vincenzo Raimondo

Come raccontare il territorio attraverso il web? Ne parlo oggi con Vincenzo Raimondo, napoletano trapiantato ad Arezzo.

Vincenzo l’ho conosciuto diversi anni fa per lavoro, e subito ci siamo presi. Sarà che siamo entrambi napoletani e con un approccio squisitamente pratico al lavoro, sta di fatto che da allora, nonostante non si sia riusciti a fare delle cose insieme, ci sentiamo spesso.

Tempo fa mi ha parlato di un suo progetto, al quale crede molto, incentrato su un settore che io adoro e nel quale spero di poter lavorare sempre di più in futuro (è tutto in cantiere!), ovvero quello del turismo, e in particolare del turismo online.

Il progetto si chiama Casentino in Tuscany, ed è dedicato alla valorizzazione e alla diffusione della conoscenza di un territorio spesso dimenticato dal turismo di massa, ma che invece ha molto (ma proprio molto) da offrire.

Gli ho chiesto di raccontarmi la sua avventura. Ecco cosa mi ha detto.

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vincenzo raimondo

Iniziamo dalle domande difficili: chi sei e cosa fai nella vita?

Sono nato a Napoli 38 primavere fa ed almeno 20 di queste passate davanti ad un computer. Vivo in Casentino ma sono e resterò Napoletano. In questo momento sono Project ed Account Manager per la Sintra Consulting ad Arezzo.

Perché un programmatore informatico si è dedicato alla promozione turistica?

Credo fortemente nel turismo come settore trainante per i prossimi 20 anni. Fatta eccezione per Roma, Firenze, Venezia e Napoli, il mondo non conosce l’Italia e soprattutto quella parte della penisola fatta di piccoli borghi e piccoli segreti. Ovviamente possiamo arrivare al mondo grazie al web. Ti torna?

Quali sono, secondo te, le buone pratiche da seguire per parlare di turismo online?

Come sempre online predomina il marchio e quindi è abbastanza facile “fare” turismo online per il Trentino per esempio, ma dietro ad un marchio come Visit Trentino ci sono politiche locali di sviluppo che sono nate oltre 20 anni fa.

Oggi, invece, ogni hotel, struttura ricettiva, ristorante ecc non fa altro che avere un piccolo sito non aggiornato nel quale mette una breve descrizione del territorio intorno a se. Chiaramente il navigatore troverà il sito solo cercando il nome della struttura e quindi si torna al discorso del brand.

Detto questo, sarebbe molto bello secondo me se ogni territorio si dotasse di un piccolo portale online per mettere insieme tutte le esperienze del territorio, prodotti tipici e le attività che un visitatore può fare.
 Un prodotto web del genere si posiziona in maniera naturale sui motori di ricerca e cosi l’utente web potrebbe confrontare i territori non solo per il posto dove dormire, ma e soprattutto per la ricchezza che quella vacanza potrà permettergli di portare a casa.

Il turismo si sposa alla perfezione con lo storytelling emozionale, eppure gli operatori di settore continua a puntare solo sulla promozione commerciale, basata su sconti e offerte. Secondo te perché è così difficile compiere questo passaggio?

Non è un passaggio facile. Il marketing di molti settori si è basato fino a pochi anni fa solo sul prezzo in quanto è la cosa più semplice da fare. Sai quanto ti costa un prodotto ed hai un obiettivo di ricavo. Tutto quello che ci sta in mezzo può essere abbassato. 
Oggi però con il web ricevere offerte ed informarsi sulla qualità del prodotto è diventato a sua volta ancora più semplice ed ecco che il marketing deve completamente trasformarsi.

Lo storytelling emozionale sicuramente è adattissimo al turismo, ma non è facile misurare le relative performance di vendita, e quindi sembra che non produca nulla. Questo è il passaggio più difficile. 
L’obiettivo di un imprenditore turistico quando chiama un blogger è vendere non fare storytelling, questo deve essere chiaro a tutti e sappiamo tutti che questo non è scontato anzi. Per fare entrare questa azione nelle azioni classiche di marketing e web marketing dobbiamo dichiarare che l’obiettivo è visibilità e brand.

Io sono convinto che un territorio o una struttura ricettiva ed i freelance abbiano una cosa in comune: devono sapersi vendere sul mercato. Sei d’accordo?

Assolutamente si. Combattono la battaglia del mercato ogni giorno ed è proprio la comunicazione il vero punto debole. Io non mi aspetto che una struttura ricettiva sappia cosa significa “raccontarsi”, ma vorrei che capissero perché oggi è così importante ed è proprio questo il lavoro che deve fare il freelance che lavora come blogger per esempio.

Chiaramente un’unica struttura ricettiva medio-piccola non può avere né budget né personale per fare promozione da sola ed ecco che entra in gioco il territorio, vero attore importante nella promozione turistica. Per territorio non penso ad un comune, ma ad una zona ampia fatta da più comuni che possano mettere insieme eventi, musei, associazioni ed ovviamente personale e budget.

Se da un lato penso ad un territorio, dall’altro non penso ad un solo freelance, ma ad un gruppo di persone trasversali che possano raccontare di cibo, arte, cultura, storia e tradizioni, magari sia con racconti che con foto e video sempre più importanti.

Parlaci un po’ del tuo progetto Casentino in Tuscany.

Casentinointuscany è un progetto di promozione e sviluppo territoriale del Casentino, ed ha come obiettivo finale quello di far diventare il Casentino una destinazione turistica.
 Lo studio approfondito delle attuali dinamiche dei flussi turistici e delle potenzialità del Casentino ha sottolineato le enormi potenzialità che questo territorio ha rispetto a ciò che vanno cercando i turisti stranieri in questo momento.

In sostanza: il Casentino è quella Toscana nascosta che i turisti vogliono conoscere.

Il progetto si fonda su cinque certezze:

  1. il Casentino con la sua natura, la sua storia e l’enogastronomia;
  2. Esperienze e Sostenibilità sono le due parole nuove del turismo;
  3. i Servizi Turistici Innovativi e il territorio entrambi organizzati e gestiti in funzione di quello che cerca il turista;
  4. la maggior parte degli sforzi devono essere rivolti alla Promozione all’Estero del territorio;
  5. la conoscenza del Web e delle lingue straniere sono le due competenze primarie per turismo di oggi e di domani.

Sono consapevole della complessità di un progetto di marketing territoriale in un’area vasta come quella casentinese, ma sono altresì convinto che unendo le forze e le esperienze già presenti nel territorio, potremmo portare il Casentino ad essere conosciuto anche e soprattutto fuori i confini nazionali.

Progetti futuri?

Ho poco tempo purtroppo…e tantissime idee in mente. Sicuramente continuerò nel settore del turismo. Sai cosa sto pensando davvero in questo periodo? Noi vogliamo far conoscere l’Italia agli stranieri…ma noi quanto la conosciamo?? Ecco….potrei ripartire da qui….


Insomma, adesso sai dove andare in vacanza quest’estate, ma sei anche ancora in tempo a prenotare una stanza per un bel weekend romantico a San Valentino, che tra l’altro quest’anno capita di domenica. Perfetto, no?

Ringrazio Vincenzo per la disponibilità e gli faccio un grosso in bocca al lupo per il progetto di Casentino in Tuscany.

Ci vediamo (forse) lunedì. Nel frattempo, buon weekend!


 

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Founder at Socialmediacoso
31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging.
Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo.
Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.
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