Perché scrivo?

perché scrivo

Perché scrivo? Cosa significa, per me, la scrittura? Oggi provo a spiegarlo, a modo mio.

Nelle ultime settimane ho condotto degli esperimenti su questo blog (e non solo), per cercare di portare la mia attività di blogging al livello successivo, e questo mi ha costretto ad essere più ordinato e disciplinato, due doti che non mi appartengono moltissimo, almeno quando si tratta di cose che riguardano me.

Oggi, però, mi è venuta voglia di scrivere per il gusto di farlo, e ho deciso di provare a spiegare cosa mi spinge a lasciare che le mie dita picchiettino dolcemente (ma non troppo) la tastiera del mio martoriato laptop – sul quale non funziona la k (meno male che esistono i codici ASCII).

Parto da una domanda esistenziale:

Perché ho aperto un blog?

Questa è una bella domanda, una di quelle che mi rivolgono spesso e che, ad essere sincero, mi pongo anche io di tanto in tanto, e non sempre sono soddisfatto della risposta che fornisco.

Sì, perché la versione ufficiale è sempre la stessa:

Avevo bisogno di farmi conoscere ed accrescere la mia reputazione, così ho pensato di sfruttare un mio asset, ovvero la capacità di scrittura, per farlo.

Ecco, questa affermazione corrisponde a verità, ma è solo una parte della risposta, quella superficiale, nient’altro che la punta dell’iceberg, e si sa che la storia non va d’accordo con gli iceberg (vallo a dire a Jack!).

In realtà, io scrivo perché non so fare altro, e dopo tanti anni ho deciso che era arrivato il momento di far diventare la scrittura parte integrante della mia vita lavorativa, per due ragioni:

  1. guadagnare dei soldi;
  2. impormi di scrivere con costanza e continuità.

Ecco, questo è stato sempre il mio punto debole, ho sempre scritto a fasi alterne, con periodi molto fecondi seguiti da altri caratterizzati da completa apatia. In questo modo, avendo “l’obbligo” di scrivere più testi ogni settimana, ho raggiunto il mio scopo.

Ora non passa giorno senza che scriva qualcosa, che sia per il mio blog, per i clienti o per blog amici che mi ospitano, e questo mi rende molto felice.

La scrittura, per me, è un punto di vista sul mondo, e non è affatto importante se sia giusto o sbagliato.

Come tutti quelli che scrivono per passione o per lavoro, ho seguito un percorso che mi rende diverso dagli altri, nell’approccio, negli obiettivi, nello stile, nel linguaggio, e con diverso non intendo affatto “migliore”, semplicemente credo che la stessa frase scritta da due persone diverse non avrà mai lo stesso sapore, e questa diversità mi affascina molto.

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Spesso mi capita di parlare con amici e colleghi operanti nel mio settore che mi confidano di avere timore ad aprire un blog, perché ce ne sono tanti e c’è il rischio di ripetere sempre le stesse cose, ma è un rischio calcolato, del quale non bisognerebbe avere paura.

Due attori che leggono lo stesso copione non potranno mai fornire la stessa prestazione, trasmettere le stesse emozioni, perché sono due esseri umani diversi, e questo è più che sufficiente per alzarsi la mattina e provare a far sentire la propria voce. Se così non fosse, il mondo sarebbe un posto molto triste.

Scrivere è un atto di fede, come disse Elio Vittorini:

È in ogni uomo attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione; o che un avverbio possa recuperare il segreto che si è sottratto a ogni indagine.

Bene, io scrivo perché mi piace raccontare delle storie, e credo che la finzione sia da stimolo alla realtà, perché ci sono emozioni che riusciamo a vivere solo nella fantasia.

Ogni storia non è altro che un’evoluzione da un punto A ad un punto B. È nella distanza tra questi due punti che nasce la scrittura. Io scrivo per scoprire dove mi condurrà il percorso. 

Ancora Vittorini:

Scrivo perché credo in “una” verità da dire; e se torno a scrivere non è perché mi accorga di “altre” verità che si possono aggiungere, e dire “in più”, dire “inoltre”, ma perché qualcosa che continua a mutare nella verità mi sembra esigere che non si smetta mai di ricominciare a dirla

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Founder at Socialmediacoso
31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging.
Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo.
Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.
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