Facebook Note: pro e contro

Facebook Note - pro e contro

Facebook aggiorna la funzione Note e la trasforma in una vera piattaforma di social blogging. Vediamo pregi e difetti.

Io sono un sostenitore del social blogging, credo davvero che rappresenti il futuro del settore, e adoro piattaforme come Medium e LinkedIn Pulse, perché consentono a chiunque di produrre e condividere contenuti sfruttando il proprio network di contatti e collegamenti.

Quando faccio formazione, infatti, consiglio a tutti gli aspiranti blogger di non aprire subito un blog, ma di farsi prima le ossa sfruttando proprio una di queste piattaforme, per iniziare a capire cosa vuol dire scrivere per gli altri e non per se stessi, e rimandare un attimo il problema legato all’hosting, all’installazione di WordPress, ai plugin, ai server che crashano, alla scelta del tema, al mobile friendly e così via.

Qualche mese fa Facebook aveva annunciato di stare lavorando ad un upgrade della sezione Note, molto poco usata fino ad ora dagli utenti medi, con l’obiettivo dichiarato di creare una piattaforma di blogging interna da associare, molto probabilmente, a Instant Articles.

Da un paio di giorni la nuova funzione Note è disponibile per tutti gli utenti, così sono subito andato a fare un test per valutarne pro e contro.

Ecco cosa ho riscontrato.

Facebook Note: Pro

È semplicissima da utilizzare. Basta andare su www.facebook.com/notes per accedere alla sezione dedicata, dove sono raccolte le ultime note create dai tuoi amici. In alto c’è il pulsante “+ Scrivi una nota”; cliccandolo si apre la schermata di creazione del post, che è molto simile a quelle di Medium e di Pulse;

Ha un layout molto pulito e piacevole, con fondo bianco e un font perfettamente leggibile.

facebook note

Consente l’editing del testo, quindi l’inserimento di H1 e H2 (e basta), grassetto, corsivo e sottolineato, di inserire un link, creare dei quote e delle note usando le parentesi graffe.

Molto interessante è la possibilità di taggare i profili, come in un aggiornamento di stato, semplicemente inserendo la @ e digitando il nome della persona.

È possibile aggiungere una immagine di copertina, che, se ho visto bene, è di 1200×900 pixel, caricandola dall’esterno o scegliendone una di quelle già presenti nei tuoi album su Facebook.

Copiando e incollando il testo proveniente da un’altra fonte web, come il tuo blog ad esempio, Facebook prende anche la formattazione, compresi i link, funzione molto comoda per chi vuole sfruttare le Note per condividere post già pubblicati sul proprio blog, magari per sperimentare un po’ (come ho fatto io).

Come per gli aggiornamenti di stato, è possibile selezionare il livello di privacy della tua nota, decidendo a chi consentire di leggerla. Una volta completato l’inserimento e l’editing della nota, puoi pubblicarla, e come accade su Pulse e Medium, si crea una url dedicata, che è come questa: https://www.facebook.com/notes/francesco-ambrosino/blog-e-serie-tv-cliffhanger-e-sviluppo-orizzontale/807765199351997In questo modo, potrai inviare le tue note al di fuori di Facebook tramite il link univoco.

La leggibilità è molto buona, anche da mobile, la nota si apre a tutta pagina, senza colonne di destra e sinistra tipiche di Facebook, ma soprattutto senza distrazioni derivanti da adv e notifiche varie. In coda alla nota c’è la possibilità di interagire con la stessa, tramite le tre funzioni tradizionali: Like, commenti, condivisione.

Le Note sono disponibili anche per le pagine, basta solo andare nelle tab che si trovano sotto la cover, cliccare su Altro, Gestisci tab, e attivare la funzione note, se non lo avevi già fatto in precedenza.

Facebook Note: Contro

Purtroppo anche i migliori a volte sbagliano, e Facebook ha lasciato alcuni limiti allo strumento Note che, a mio avviso, andrebbero corretti.

Innanzitutto, pubblicando la nota non si ottiene nessuna visibilità maggiore rispetto agli aggiornamenti di stato ed alle foto dei gattini, e questo è strano visto che l’ambizione di Facebook è quella di trasformarsi a tutti gli effetti in una piattaforma editoriale che predilige i contenuti di qualità. Di tutte le cose che ha copiato da Pulse non ha preso la notifica che i contatti ricevono alla pubblicazione di un post, che è una delle ragioni principali per le quali i blogger sfruttano la piattaforma interna di LinkedIn. Se la visibilità è la stessa, perché dovrei pubblicare un post con le Note e non con un’altra piattaforma?

Condividendo la nota tramite la URL dedicata, quello che succede è abbastanza fastidioso.

Facebook Note

Facebook Note

Facebook Note

Come vedi, essendo Facebook un sistema molto chiuso, sugli altri social non vengono letti tutti gli elementi presenti nella nota, come, ad esempio, l’immagine di copertina. Certo, il problema è facilmente risolvibile pubblicando la foto ed il link in descrizione, magari usando uno shortner come Bit.ly, ma devi sempre ricordarti di pubblicare le note con visibilità impostata su “Pubblico”, altrimenti l’utente di Google + o di LinkedIn non potrebbe visualizzarle.

Questo, ad esempio, non accade con Pulse e con Medium.

La verità è sempre la stessa: Facebook vuole diventare una piattaforma autosufficiente, all’interno della quale l’utente trova tutto, senza dover mai uscire.

Questa intenzione è ben evidente anche nel fatto che le Note non consentono l’inserimento di elementi multimediali esterni tramite embed, come i video di YouTube, ad esempio. Un difetto non trascurabile affatto!

Facebook Note: conclusioni

Sono sincero, un po’ mi ha deluso questo upgrade, speravo in una apertura al resto del mondo social e una maggiore visibilità alle note pubblicate, perché così com’è non mi sembra rappresentare un valore aggiunto per chi vuole fare social blogging.

Nei prossimi giorni monitorerò un po’ la situazione, per capire che engagement sono capaci di produrre le note pubblicate.

Tu le hai usate? Cosa ne pensi? Scrivilo nei commenti. 


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Francesco Ambrosino
32 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging. Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo. Per lavoro, coso il coso.

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