Quattro Chiacchiere con Daniela Patroncini, tra cuGGini e digitale

Quattro Chiacchiere con Daniela Patroncini tra cuGGini e digitale

Nuovo appuntamento con le interviste ai professionisti del web marketing. Oggi ospito la nemica giurata dei cuGGini, Daniela Patroncini.

Cari cuGGini d’Italia, salvatevi finché siete in tempo, perché sta per arrivare Daniela Patroncini, e non sarà piacevole. Sì, perché come ha scritto molto chiaramente in un suo post di qualche giorno fa:

Caro imprenditore quindi che stai per scegliere il tuo social media manager, se vuoi stare lontano dai guai non accontentarti di chi costa poco, non accontentarti di chi non è in grado di dimostrarti la sua competenza, lavorare bene con i social network è la cosa più lontana dal gioco che si possa immaginare.

E se vuoi scegliere un giovane fallo! Sceglilo motivato e concentrato, dagli la possibilità di sperimentare ma non lasciarlo da solo, fagli sentire la tua presenza, offrigli la tua collaborazione, fallo crescere insieme all’azienda e aiutalo a diventare un professionista. Non se ne dimenticherà. Ne sono certa.

Avevo già deciso da tempo di intervistare Daniela, ma dopo aver letto il suo post mi sono sentito quasi obbligato a farlo. Tra l’altro, questa rubrica (che adoro) è stata ferma per troppo tempo, ed era il momento di farla ripartire.

Pronto? Iniziamo!


daniela patroncini

Chi sei e cosa fai nella vita?

Confesso che quando devo presentarmi non so mai da dove cominciare, è una storia un po’ lunga la mia, ma se devo essere stringata posso dire che sono una donna che si sente finalmente dove vorrebbe essere. Sono una irriducibile caparbia, insaziabile divoratrice di libri, curiosa esploratrice di umanità, un pochino cinica – lo ammetto, ma è colpa dell’esperienza – seppur ancora molto sognatrice e a tratti “persino” romantica, insomma: sono una che se si mette in testa una cosa perché ci crede non rinuncia fino a che non l’ha ottenuta.
Mi occupo di comunicazione per aziende e per professionisti, in particolar modo in rete e con una predilezione per il Personal Branding che amo curare in tutti i suoi aspetti, quindi quando mi viene offerta l’occasione di lavorare sul profilo professionale, sia personale che corporate, sono felice come una bambina perché so che posso dare il meglio di me. Svolgo attività di formazione e non disdegno mai uno speech se mi viene proposto, ma non sto a tediarti con dettagli che se ti incuriosiscono potete trovare facilmente sul mio profilo Linkedin.

Per te che sei nata “nell’ancestrale mondo analogico”, come si legge sul tuo sito, quanto è stato difficile (se lo è stato) il passaggio alla comunicazione digitale?

La senti la mia risata da lì? Difficile mi chiedi? No, nient’affatto, è stata la cosa più semplice e naturale del mondo!
La comunicazione digitale è immediata, diretta, è fatta di relazioni, una cosa che io chiamo casa. Tra me e il digitale è stato amore a prima vista, un amore che si è sviluppato in modo molto rapido e mi ha letteralmente rapito, portandomi in una dimensione in cui potevo esprimere la mia passione per la comunicazione in senso lato, verso un singolo tanto quanto verso una miriade di persone: quale sfida più esaltante? Quale lavoro più stimolante? Il digitale mi offriva lì, su un piatto d’argento, la possibilità di raggiungere chiunque, di farlo attraverso la scrittura, le immagini, gli strumenti che mi piacciono di più al mondo: potevo farmi scappare questa occasione?
Poi gli strumenti, le tecniche… ritrovare modalità che avevo conosciuto col teatro, poter costruire esperienze che galleggiavano nella mia mente da anni ma che non riuscivo ad esprimere perché non avevo i mezzi necessari… Francesco, non vorrei passare per la pazza di turno, ma per me è stata – ed è tutt’ora – un’esperienza che mi ha fatto rinascere e mi rigenera ogni giorno, perché ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da studiare, da provare, qualcosa di cui entusiasmarsi. Non so se mi sono spiegata…

Nella pagina “Chi sono” si legge “Detesto gli ipocriti, i falsi modesti e gli arroganti. Non tollero la disonestà intellettuale”. E come fai a vivere e lavorare sui social network, che sono pieni zeppi di #rompicoglioni?

Come faccio? Facilissimo: non me ne tengo una. Dalla mia parte ho l’età, che da un lato non è (purtroppo) l’età media dei smm miei colleghi, ma dall’altro mi consente di essere un po’ meno politically correct e di chiamare le cose con il loro nome, cosa peraltro che ho sempre fatto, anche quando avrei fatto meglio a stare zitta. Va beh.
Cerco di circondarmi delle persone che mi piacciono e di evitare i #rompicoglioni come le pozzanghere, ma se proprio mi ci trovo faccia a faccia sono semplicemente me stessa: diplomatica, ma con riserva.
E’ un atteggiamento che paga? Non lo so, anzi lo so: non paga tanto in senso letterale, chi è diretto e trasparente non piace molto in genere, ma paga tantissimo a livello di qualità della vita. Ed io è questo che cerco.

Qual è la caratteristica principale che un community manager non può non avere?

In assoluto e senza ombra di dubbio l’empatia e la lucidità. Non l’una senza l’altra.
La prima per poter comprendere, prevedere, sentire e immaginare. La seconda per non perdere mai di vista l’obiettivo e saper analizzare il proprio lavoro, soprattutto quando le cose non funzionano.
Posso continuare l’elenco? Un po’ di umiltà nell’ammettere quando si sbaglia, una buona dose di autostima per essere (ma anche apparire) sicuri di quel che si fa, sense of humor a profusione ed autoironia #comesenoncifosseundomani.
L’autocommiserazione, la tendenza al lamento e l’essere permalosi non sono contemplati.
Se vuoi posso tradurre il tutto con una parola sola che è “intelligenza”, nel senso etimologico del termine, essere un buon community manager non dipende dalle tecniche apprese e nemmeno dai titoli: dipende dalla persona che sei. Sì insomma… poca roba!

Meglio freelance o dipendente?

Che domandona! Per me assolutamente freelance: sono nata libera professionista e credo proprio che morirò così, ho sempre lavorato in proprio e ormai è una forma mentis che difficilmente potrei cambiare. E’ faticoso e rischioso, ma ti dà margini di scelta decisamente più ampi di quelli che ha un dipendente, che ha invece come vantaggi una certa sicurezza e anche un pochino di deresponsabilizzazione che glii fa vivere la vita lavorativa con un po’ più di leggerezza.
Essere freelance è un lavoro oltre il lavoro: devi “semplicemente” lavorare affinché le persone/aziende con cui lavori continuino a scegliere te, e nel frattempo tenere d’occhio il mercato e cogliere le occasioni, per non dimenticare il dover avere sempre un canale aperto sulla ricerca clienti. Una passeggiata insomma.
Per me però è molto stimolante perché è un modo per poter intercettare più realtà contemporaneamente, lavorare con equipe diverse (adoro lavorare in gruppo), su tematiche diverse, con diverse modalità e approccio: in pratica il multitasking del multitasking perché al medesimo tempo è necessario essere sempre su tutti i pezzi per poter rispondere ad una telefonata, ad una richiesta, per poter essere efficienti sempre. Un po’ schizofrenica come vita ma è l’unica che mi piace 🙂 .

Che t’hanno fatto i cuGGini?

Ah, ma allora mi vuoi male!! I cuGGini… ormai credo che lo sappia il mondo che sono la mia croce.
Non è che hanno fatto qualcosa a me, sono proprio un flagello dell’umanità! Proverò ad essere chiara: il problema non è che fanno concorrenza alla categoria, si spera che un smm degno di tale nome sia in grado di distinguersi già dalla presentazione di sé e dei propri servizi, ma fanno terra bruciata nelle PMI e nelle micro-imprese che disponendo di poco o pochissimo budget e di molta o moltissima ignoranza (sempre in senso etimologico) si rivolgono a loro pensando che essere in rete sia paragonabile a un gioco e chiunque sia in grado di farlo, con risultati che non ti devo ovviamente illustrare e la conseguenza che se un smm (vero) anche soltanto si avvicina, gli vanno incontro con la corona d’aglio al collo, l’acqua santa e il crocefisso sguainato.
Hai presente quanto tempo e quanto sforzo ci vuole per resettare queste situazioni e ripristinare un clima dove la parola “fiducia” sia di nuovo messa in campo? Hai presente quanto tempo si è perso nel frattempo? E di tempo non ce n’è tanto, soprattutto per le micro-imprese che sono in sofferenza.
Ecco perché ce l’ho tanto coi cuGGini, perché da eccellenti millantatori sono spesso la causa di rallentamenti gravi in quello che potrebbe essere invece uno sviluppo naturale ed efficace di un’impresa. Ti dicevo che non tollero la disonestà intellettuale: ecco, i cuGGini rientrano in questa categoria.

Quanto conta la musica nel tuo lavoro;

La musica è un elemento costante nella mia vita, sono sposata da 25 anni a un musicista quindi immagina tu… Però è nei momenti liberi che proprio ne ho bisogno, nei momenti in cui sono sola con me stessa e in cui ho bisogno di ricentrarmi, o di ridere, o di piangere, o di staccare di netto da quello che mi ingombra la mente o il cuore. E capita spesso.
Poi una cosa tanto carina è che mia figlia diciassettenne mi somministra la musica che piace a lei e…ehm… confesso che alcune cose piacciono anche a me, fatto sta che la cena la prepariamo insieme con le sue playlist di sottofondo e ce la cantiamo e ce la balliamo. Ma non dirla a nessuno questa cosa, che è un segreto!

Progetti futuri?

Progetti ne ho sempre, hai presente quel gioco dove io dico una parola e tu devi trovarne una che inizi con la sillaba finale di quella che ho detto io? Ecco: funziona così. Nella mia testa c’è sempre un progetto che ne rincorre un altro, ma il problema è il tempo che è veramente tiranno.
Tra le cose a cui tengo particolarmente c’è poter sviluppare il settore del mio blog dedicato alle micro-imprese e, se non mi impantano in qualcos’altro, fra poche settimane uscirà una serie di interviste a commercianti che si servono della rete per sviluppare il loro business: ci sto lavorando da un po’ (e non ho finito!) perché sono più che convinta che le buone prassi raccontate da chi le pratica siano molto più dirette ed efficaci di tante teorie, siano stimolanti perché ciascuno può ritrovarcisi e siano convincenti perché vere. Questo è solo uno, ma è a buon punto, gli altri sono progetti un po’ più in fieri e quindi te li racconto la prossima volta. Tutti col digitale come comun denominatore, ovvio.

Grazie Francesco di questa chiacchierata, mi è piaciuta davvero, e se ci sono altre domande o dubbi… non è difficile trovarmi. Ciao!

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Grazie a te Daniela, è stato un piacere intervistarti. A presto, e salutami tuo cuGGino 😛


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Francesco Ambrosino
32 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging. Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo. Per lavoro, coso il coso.

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