Nessun freelance è un’isola. Nemmeno tu!

essere freelance

Essere freelance vuol dire lavorare da soli ed essere autosufficienti? Io credo di no, e ti spiego il perché in questo post.

Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.

Sono certo che conosci questa frase, estratta da un poema di John Donne dal quale l’immenso Ernest Hemingway prese in prestito il titolo di uno dei suo romanzi più belli e famosi, “Per chi suona la campana”. 

L’ho citata perché credo che ogni freelance che si rispetti dovrebbe stamparsela da qualche parte, nel suo studio, sul tappetino del mouse, in fronte, perché spesso si fa una associazione sbagliata, ovvero che essere un libero professionista significhi lavorare da soli.

Bene, cerchiamo di fare chiarezza su questo punto.

Un freelance non lavora da solo

Non è affatto vero che un freelance lavora da solo, sarebbe più corretto dire che non dipende da nessuno, che può decidere in piena libertà i clienti da seguire, i servizi da erogare, come organizzarsi la giornata, ma anche nella solitudine della sua stanzetta, non è mai da solo, e non dovrebbe mai esserlo.

Essere freelance vuol dire circondarsi di persone competenti e affidabili da coinvolgere nei propri progetti, ai quali chiedere consulenze, consigli, pareri, interventi mirati.

Non commettere mai l’errore di considerarti autosufficiente, perché non è così, e non deve essere così.

Un freelance non acchiappa tutto quello che può

Qualche giorno fa ho partecipato ad una discussione in un gruppo su Facebook in merito proprio a questa questione.

Il membro del gruppo che ha aperto la discussione chiedeva consigli alla community rispetto ad un suo dubbio, ovvero se, dopo aver completato dei percorsi di studio in web e social media marketing, potesse essere opportuno formarsi anche in ambito web design.

Umilmente, mi sono permesso di consigliargli di andare in verticale con le competenze, e non in orizzontale, sperando di poter offrire una gamma di servizi più ampia ai suo potenziali clienti.

Ecco, questo è un errore abbastanza diffuso ma da evitare come la peste, perché la tuttologia è un settore in lento, ma inesorabile, disfacimento.

Abbandona la mentalità del “ghe pensi mi”, del “prendo tutto quello che capita, tanto che ci vuole”; se vuoi diventare un professionista serio e rispettato devi imparare a delegare e fare squadra, altrimenti sei destinato al fallimento.

Smettila di pensare di essere un’isola, e procedi seguendo questi 4 step facili facili.

Specializzati in una nicchia precisa

Il mercato del lavoro ormai è sempre più frammentato, non offre più le opportunità occupazionali di un tempo, come il posto da dipendente a tempo indeterminato, e non credere che sia solo colpa della crisi economica, della globalizzazione o degli imprenditori schiavisti, sporchi e cattivi.

No, la verità è che le aziende hanno delle esigenze sempre più specifiche, che necessitano di skill e competenze molto precise, e non è sempre facile reperire queste risorse.

Non è un caso, infatti, che gli ultimi due rapporti della Unioncamera abbiano rilevato come circa 700k posti di lavoro all’anno non vengono occupati a causa della mancanza di figure adeguate alla posizione.

Insomma, la disoccupazione è anche un po’ colpa nostra, che abbiamo investito in competenze non richieste dal mercato del lavoro, e pretendere di essere assunti a prescindere è da idioti.

Quindi, se non vuoi restare fuori dai giochi, specializzati in una nicchia di settore dove la concorrenza è ancora scarsa, e sfrutta il vantaggio competitivo per rispondere alle esigenze delle aziende.

Crea un Team

Si, lo so che sei un freelance e non hai né la possibilità né la necessità di assumere personale, ma io non voglio suggerirti questo, affatto.

No, intendo dire che devi creare una squadra di persone delle quali ti fidi, sia umanamente che professionalmente, alle quali affidare quelle fasi dei progetti che segui e che tu, da solo, non potresti portare a termine al 100%, per mancanza di competenze specifiche (ancora loro!!!).

Ad esempio, se ti occupi di social media marketing, potresti avere bisogno di un esperto di Facebook Ads, oppure di un community manager, di un grafico che ti sviluppi i visual, di un web designer che realizzi una landing page, e così via.

Analizza con attenzione le esigenze del cliente

Ricordati, il cliente ha bisogno di te per fare cose che da solo non è in grado di realizzare, ma questo non vuol dire che non sia in grado di giudicare un lavoro ben fatto da uno mediocre.

Quando un potenziale ti chiede di realizzargli un preventivo, invitalo sempre prima a fornirti una bozza di progetto, in modo da renderti conto di cosa abbia realmente bisogno.

Stilando il preventivo, se pensi di dover coinvolgere qualcuno del tuo team per un’esigenza in particolare, stabilisci subito il costo da sostenere per retribuire la risorsa esterna, e informa il cliente che quel lavoro lì verrà svolto da Tizio o Caio, sotto la tua supervisione.

Non sottovalutare mai questa fase, perché potresti ritrovarti alla fine con un preventivo che non copre nemmeno le spese esterne da sostenere.

Sincronizza il lavoro del Team

Collaborare con altri professionisti è molto bello, perché si creano rapporti che vanno anche oltre il lavoro, ma è anche stressante.

Fare andare d’accordo più persone non è mai facile, e non tutti i freelance hanno doti di leadership spiccate.

In ogni caso, il cliente è il tuo, ed è compito tuo creare le condizioni affinché il gruppo lavori serenamente.

Quando si lavora tutti insieme nello stesso ufficio è più facile, si organizza un breve brief, durante il quale si stabiliscono i vari punti da sviluppare, dopodiché ognuno lavora in completa autonomia.

E quando, invece, si lavora a distanza? Come si fa? Beh, sfruttando i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione:

  1. Skype o Hangouts per il brief;
  2. Google Drive per la consegna e la condivisione del materiale;
  3. Un gruppo su Facebook per interagire in tempi rapidi su singoli aspetti del progetto;
  4. WhatsApp, Telegram o chat di Facebook per comunicazioni lampo;
  5. Canva, per lavorare insieme ai visual;
  6. Feedly, per tenere sotto controllo le fonti a cui attingere.
  7. Google Docs per lavorare insieme ai testi;
  8. Todoist per sincronizzare gli impegni.

Abbandona l’idea che essere freelance voglia dire lavorare da soli e portare solo acqua al proprio mulino, perché rischi di annegare.


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Francesco Ambrosino
32 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging. Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo. Per lavoro, coso il coso.

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