Quattro Chiacchiere con Gloria Vanni sulla Sharing Economy

Gloria Vanni

Nuovo appuntamento con le interviste ai professionisti del web marketing. Oggi ospito Gloria Vanni, portatrice sana di cultura della condivisione.

Non so se lo hai mai notato, ma nell’immagine principale in home page c’è una frase di Tim Berners – Lee, che spiega perfettamente la mia idea di web.

Quelli della mia generazione hanno avuto la possibilità di crescere senza internet, e di imparare a conoscerlo un po’ alla volta, in maniera scomposta e graduale, e credo che questo ci abbia permesso, rispetto ai millennials, che sono invece nati con lo smartphone in mano, di comprenderne a pieno il significato e le potenzialità.

Il web non ha cambiato il mondo perché rappresenta una tecnologia straordinaria, ma perché è una finestra sul mondo della conoscenza, che si arricchisce solo attraverso la condivisione.

Grazie alla community di #adotta1blogger, ho avuto modo di conoscere ed apprezzare Gloria Vanni, una persona che riesce a trasmettere, anche attraverso il monitor di un pc o lo schermo di uno smartphone, una grande passione e gioia di vivere, già a partire dalla foto del profilo.

È per questo che ho deciso di farmi Quattro Chiacchiere con lei, ponendo l’attenzione su un tema che le sta molto a cuore: la Sharing Economy.

Ecco cosa ci siamo detti!


gloria vanni

Chi sei e cosa fai nella vita

Sono una persona che ama sporcarsi le mani, mettendoci faccia, anima e corpo. Sono un candido capello che, “nonostante tutto“, continua a credere negli esseri umani, come canta Marco Mengoni.
Sono una professionista che condivide conoscenza e competenze, perché credo che la vera ricchezza nasca dal confronto umano e professionale. Sono una donna che sceglie di stare bene nella propria pelle, anche pagando prezzi alti: sto ancora imparando a dire no e comunque sono, e sarò, una studentessa a tempo indeterminato.
Una volta ero una giornalista con un contratto a tempo indeterminato, oggi è la nota della mia ricerca di conoscenza:

In un mondo iperconnesso e frenetico, tu parli di benessere e sostenibilità con #LessIsSexy. È davvero possibile “prendersi cura di sé, degli altri, della Terra” come precisi sul Manifesto?

Siamo tutti alla ricerca di benessere e qualcuno il primo passo, o un passo, lo deve fare! #LessIsSexy è un progetto iniziato per una chiamata da parte della sostenibilità che per me è prima di tutto umana.
Poi, strada facendo, ho capito che in Italia la sostenibilità è un’idea ancora limitata a green, riciclo, lampadine a basso consumo energetico, corretto smaltimento dei rifiuti e, quando va bene, ci sono pure decrescita felice e pannelli fotovoltaici.
Per uscire da questa gabbia, il blog ha adottato “benessere & sostenibilità” e oggi è “crescita personale, benessere & sostenibilità”.
Passaggi verso un logo il cui payoff è “InspirActions to be Simply Awesome”, IspirAzioni a essere semplicemente sorprendenti, fixhissimi, grandiosi…
Questo per dirti, Francesco, che stiamo vivendo un’epoca di straordinari cambiamenti e sento la necessità diffusa, soprattutto tra i giovani, di vivere con ritmi meno frenetici, più umani, attenti a oggi e domani.
Le prime campagne “Stop Phubbing” – “phubbing” deriva da “phone snubbing”, ovvero ignorare (to snub) la persona che ci accompagna per interagire con il proprio smartphone – sono state create da under 30. È un ottimo segnale, a mio avviso!

Tu sei una grande sostenitrice della Sharing Economy, in un Paese dominato dall’individualismo e dalla diffidenza. Ti piacciono le sfide?

È vero, l’Italia è un Paese diffidente e individualista. Però è anche un Paese che, quando c’è bisogno, si rimbocca le maniche, come domenica 3 maggio quando circa 20 mila milanesi di ogni età si sono ritrovati per pulire la città.
Una bella risposta: la violenza passa, la dignità resta. 
Comunque sì, amo le sfide, sono avventurosa e fortunata perché sono risorta dalle ceneri tante volte.
Mi diverto un mondo a praticare l’economia della fiducia: ospito e sono ospite con AirBnb, viaggio con BlaBlaCar, mi sposto a volte con Uber perché accoglie i  cani, condivido tempo con Timerepublik. A proposito, sono la prima blogger al mondo ad avere adottato l’unità di misura del tempo: retribuisco il tuo aiuto, la tua consulenza, con tempo anziché denaro. Perché una più vicino agli “anta” (ahaha!) che agli “enta” è una fan dell’economia collaborativa?
Perché usare anziché possedere è meglio e non c’è paragone tra l’arricchimento prodotto da un servizio condiviso e da un bene privato.

Io credo fermamente che il web abbia senso solo se inteso come una rete di intelligenze umane condivise. Sei d’accordo?

Sono d’accordo al 100%. A volte (spesso) mi spiace notare che, causa il nostro carattere individualista, in Italia continui a prevalere la consuetudine di coltivare il proprio orticello e di usare, quando va bene, meno del 10% della propria intelligenza.
Quante energie e doni sprecati in un mondo, il web, che consente ai suoi abitanti, noi, infinite opportunità di crescita, conoscenza, arricchimento. Certo, bisogna scegliere di fare sistema e non limitarsi a salire sulla giostra di influencer, guru, vip di turno, ammesso che questi lo siano veramente.

I rapporti interpersonali sui social spesso sono finti e deboli, ma con #adotta1blogger stiamo dimostrando che non è sempre così. Raccontaci la tua esperienza con questa bellissima iniziativa.

Amo condividere e l’invito di Paola a entrare nella comunità è stato per me… un invito a nozze? Scusa la ripetizione!
Credo che #adotta1blogger sia una opportunità per tutti, se rispettiamo le regole e usiamo il cervello.
È conoscenza: ho scoperto blogger e temi interessanti di cui ignoravo l’esistenza.
È educazione al networking: ciò che tu desideri – condivisioni, commenti, confronti – è quanto anche io desidero e in generale tutti i blogger vogliono.
È strategia: adottiamo blogger che sappiamo disponibili a fare, a contribuire attivamente alla comunità.
Possiamo apprezzare e segnalare post senza adottare l’autore, tanto più quando si sa che difficilmente risponde e partecipa.
Nel post che ho dedicato a #adotta1blogger, tengo aggiornata la lista di blogger che ho adottato: sono 23 al 4 maggio, di cui attivi forse 5. Quanti di noi sanno chi hanno adottato e perché? Quanti di noi hanno la cura di commentare un post di chi stanno per adottare? Ecco, preferisco dire oggi non ci sono. Se ci sono, però, mi impegno a rispettare regole e persone. E ci sono fintanto che sento collaborazione e rispetto.
Come ho scritto, sono fermamente convinta che fare sistema sia estremamente sexy!

Nella tua bio mi ha colpito molto quando dici “Amo realizzare i sogni”. Quale sogno speri di realizzare a breve? 

Uno? Ho un mare di sogni da realizzare! Sogno il giorno in cui #LessIsSexy riuscirà a pubblicare anche in inglese, sogno di incontrare persone con cui fare sistema, sogno di condividere tempo ed energie con chi crede negli esseri umani come me…

Che ruolo ha la musica nella tua vita

Il mio buongiorno è scandito dalla musica classica, adoro quasi ogni genere di musica e quando posso lavoro con la musica a palla. Poi, se mi innamoro di una canzone, di una compilation, posso ascoltarli per giorni e giorni.
La musica è parte di me: ho suonato pianoforte e chitarra, ho cantato e canto. Sono cresciuta con Lucio Battisti, Pink Floyd, Emerson, Lake & Palmer, Cat Stevens, Police… E amo ballare, non riesco a stare ferma, se parte la nota giusta vado avanti ore, come in trance.

Progetti futuri

Anche qui mi sento come la domanda sui sogni! Tanti, forse è meglio suddividerli in progetti a breve, medio e lungo termine.
Allora, a breve vorrei iniziare la vendita delle sciarpe personalizzate #LessIsSexy – brand depositato in Europa -, prima espressione di un fashion sociale dove acquisti un oggetto, comunque unico e a tiratura limitata, e parte di ciò che spendi va in Camerun dove con Treedom piantiamo una pianta di cacao con il tuo nome e contribuiamo al miglioramento di vita della popolazione locale: prossimamente su #LessIsSexy!
A breve-medio, la collaborazione a eventi come il Sharing Week, il 29 e 30 maggio, a Milano.
A medio, il corso di Web Journalism & Blogging, a Milano, condiviso con altri due tutor, per giornalisti tradizionali e chiunque abbia voglia di acquisire competenze sulla vita online: tanta pratica, poca teoria e molto divertimento!
A lungo, un biglietto aereo di sola andata
E dopo tutte queste parole – il mio sincero ringraziamento a chi è arrivato fino qui :) -, un abbraccio a te, Francesco, per dirti grazie per la tua ospitalità, di cui sono molto onorata, e per avermi adottata sul tuo blog che mi piace molto. Complimenti, socialmedicoso!

Grazie mille Gloria per questa bella chiacchierata, dalla quale emergono in maniera molto netta il tuo spirito e la tua passione. Inoltre, hai menzionato Emerson, Lake & Palmer, motivo in più per adorarti. Anzi, ti dirò di più…non lo faccio mai, ma per te farò un’eccezione, chiudendo l’intervista con una canzone.

 

 

Francesco Ambrosino
Follow me

Francesco Ambrosino

Founder at Socialmediacoso
31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging.
Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo.
Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.
Francesco Ambrosino
Follow me
Francesco Ambrosino
31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging. Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo. Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.