Come si scrive un testo SEO Oriented

Come si scrive un testo SEO Oriented - NUOVO

SEO Copywriting: come si scrive un testo ottimizzato per i motori di ricerca? Conta di più il contenuto o le parole chiave?

Da diversi anni tra gli esperti di SEO circola questo modo di dire, una specie di proverbio popolare che sottolinea l’importanza di compiere un’adeguata ottimizzazione del proprio sito web per avere successo online.

Nel post di oggi non ho intenzione di parlare di SEO a 360°, anche perché non ne ho le competenze, ma di come si scrive un testo ottimizzato che possa essere “letto” dal motore di ricerca.

Quest’attività si chiama SEO Copywriting. Se ti stai chiedendo cosa sia, ti rispondo subito dicendoti che il SEO Copywriting è una forma di scrittura per il web che:

  • Si basa sull’inserimento delle giuste parole chiave all’interno del testo;
  • Si pone come obiettivo quello di portare un contenuto quanto più in alto è possibile nelle SERP di Google;
  • Serve a veicolare traffico profilato e di qualità.

Come spesso capita in ogni settore professionale, esistono diverse scuole di pensiero sul SEO Copywriting, e ogni agenzia opera seguendo le proprie linee guida.

La maggior parte degli utenti non lo sa, e non è tenuta a saperlo, ma quasi tutti i testi presenti su blog di settore, siti web e giornali online sono costruiti applicando le regole SEO, ciò nonostante non tutti finiscono in prima pagina su Google e sugli altri motori di ricerca.

Perché? Beh…perché non basta mettere le parole chiave nel testo per fare SEO, è un po’ più complicato di così.

Perché dovresti prestare la giusta attenzione alla produzione di testi seo oriented?

Essenzialmente per tre ragioni:

  • Per portare il tuo contenuto nelle SERP di Google;
  • Per fare in modo che la tua pagina converta;
  • Per spingerti a creare contenuti sempre nuovi e aggiornati.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche che un testo ottimizzato lato SEOdeve avere per poter essere efficace.

Non esagerare

Se il tuo obiettivo è posizionarti con la chiave di ricerca Hotel Roma, scriverlo in maniera compulsiva nel testo non è la strada giusta da seguire.

Google non opera più come qualche anno fa, oggi è in grado di leggere il testo e comprenderne il senso, quindi imbottirlo di keyword #acazzodicane lo renderà ai suoi occhi un contenuto spam, e verrà penalizzato.

La vecchia, e tanto odiata da Google, pratica del keyword stuffing ormai non ha più senso, già da qualche anno in realtà, perché i nuovi algoritmi sono molto più sofisticati, e valutano il contenuto nella sua interezza, non solo la ripetizione compulsiva della parola chiave principale e delle correlate.

I contenuti che scrivi devono essere utili e di buona qualità, altrimenti otterrai una valutazione bassa da Google.

Google Is Not Going To Rank Low-Quality Pages When It Has Better Options. (Hobo Web)

Ti consiglio vivamente di leggere e studiare l’articolo dal quale ho tratto questa citazione, l’ho trovato davvero ben fatto.

Parole chiave

Come si scelgono le parole chiave? Esistono dei tool molto utili che ti consentono di monitorare le migliori parole chiave relative a un particolare argomento; uno di questi è il Keyword Planner di Google, sul quale mi soffermerò un po’ più avanti.

Ovviamente se cerchi Hotel Roma il planner ti restituirà circa 800 parole chiave, questo non vuol dire che le devi ficcare tutte nel testo. Analizzale, seleziona quelle effettivamente utili per il tuo obiettivo, e inseriscile nel testo.

Come? Continua a leggere.

Testo

Ammettiamolo, la maggior parte dei testi SEO oriented sono illeggibili, una sequenza di parole chiave messe una dietro l’altra senza un minimo criterio, senza armonia. Ricordati che anche se l’obiettivo è essere passato allo scanner dal motore di ricerca, il tuo testo dovrà essere letto da essere umani, che non ragionano in termini di algoritmi e keyword.

Come ti ho detto sopra, non credo che sia necessario (né utile) inserire moltissime parole chiave per poter finire tra i primi risultati di ricerca, l’importante è farlo nel modo giusto e produrre un contenuto utile e di qualità, due caratteristiche che Google tiene molto in considerazione.

Struttura

Quando scrivi un testo SEO, ricordati sempre di fare le seguenti cose:

  1. Scrivi un titolo (H1) efficace che contenga la parola chiave, possibilmente posizionata all’inizio;
  2. Inserisci un sottotitolo (H2) descrittivo, che contenga altre parole chiave utili;
  3. Scrivi un testo in un italiano corretto, piacevole da leggere;
  4. Sfrutta la suddivisione del testo in paragrafi ed elenchi puntanti, che facilitano la lettura da parte dell’utente e del motore di ricerca;
  5. Utilizza il grassetto per evidenziare le parole chiave in modo che il motore di ricerca le individui più velocemente;
  6. Utilizza un plugin SEO. Io uso WordPress SEO di Yoast, ma ne esistono molti altri in rete. Compila sempre i campi “parola chiave principale”, “titolo SEO” e, importantissima, la “meta descrizione”, ovvero il testo che appare sotto il titolo nei risultati di ricerca. È fondamentale. A Seo by Yoast dedico qualche riga più avanti;
  7. Non dimenticare le immagini. Ottimizzale, compila il Tag ALT e la descrizione.

Cosa invece non devi mai fare quando scrivi un testo SEO oriented:

  1. Scrivere pensando solo a come inserire le parole chiave;
  2. Copiare un po’ qua, un po’ là. Lo sapevi che Google penalizza i contenuti duplicati? Insomma, non ti conviene;
  3. Scrivere fissando il contatore delle parole. Ho capito che ti pagano per un testo da 600 parole, ma se ne serve qualcuna in più non lesinare. E che sarà mai?;
  4. Imbottire il testo di link esterni assolutamente inutili al lettore;
  5. Pensare solo all’obiettivo finale. Meglio fornire un contenuto utile all’utente che finire in prima pagina e non riuscire a trattenerlo fino alla fine del testo.

Per esperienza personale ti posso assicurare che quando scrivi un testo concentrandoti sul contenuto e non sulla disposizione scientifica delle parole chiave e dei vari elementi, si ottengono risultati migliori.

Per il mio blog ho impostato una strategia che punta prevalentemente sui social network e non sulla SEO, perché credo fermamente che il ruolo di un blogger sia quello di interagire direttamente con i suoi lettori; ciò nonostante, in più di una occasione sono riuscito a finire in prima pagina su Google, e non era studiato a tavolino.

Come ci sono riuscito? A volte a culo, lo ammetto, altre volte perché sono stato attento a produrre dei testi adeguati e pertinenti alle intenzioni di ricerca degli utenti su un determinato argomento.

Tutto quello che hai letto fino ad ora è vero, e nel mio lavoro lo verifico ogni giorno, ma è evidente che non ti ho detto tutto. Quindi, se hai un po’ di pazienza, continua a leggere, perché ho intenzione di fare una cosa che non fa quasi nessuno in Italia: spiegare come si fa davvero seo copywriting. 

Prima di procedere, però, ci tengo a fare una precisazione importante:

Ci tenevo a sottolineare questo aspetto, visto che vedo in giro molti sedicenti SEO che non sanno come si fa un Audit professionale, non hanno idea di come si costruisce un sito web lato codice e non toccano minimamente la SEO Off-page.

Bene, queste persone non fanno SEO, al massimo fanno Content Marketing, come il sottoscritto, perché lavorano solo sui contenuti.

Content sarà anche The King, ma se non lo inserisci in un contenitore ben costruito non otterrai risultati.

Lunghezza del testo

Questo è uno dei miti assoluti del SEO Copywriting, ovvero l’approccio scientifico alla lunghezza dei testi. Se hai fatto o fai tutt’ora il seo copywriter per mestiere sai già che l’agenzia ti chiederà di scrivere degli articoli lunghi un Tot di parole preciso, generalmente 600, perché convinti che quello faccia la differenza.

In realtà, è Google stessa a dirci che la lunghezza è un parametro che ha la sua importanza ma non impatta in modo così pesante sul posizionamento.

There’s no minimum length, and there’s no minimum number of articles a day that you have to post, nor even a minimum number of pages on a website. In most cases, quality is better than quantity. Our algorithms explicitly try to find and recommend websites that provide content that’s of high quality, unique, and compelling to users. Don’t fill your site with low-quality content, instead work on making sure that your site is the absolute best of its kind. (John Mueller, Google)

Però c’è un però, anche molto importante. Stando ad alcune analisi compiute da Coschedule sui propri contenuti (trovi qui l’ottimo articolo), pare che gli articoli lunghi si posizionino meglio su Google.

lunghezza post seo

La mia conclusione da non SEO è la seguente, e magari è sbagliata:

Un buon contenuto, scritto bene, sufficientemente lungo da risultare esauriente rispetto all’argomento trattato, consente al lettore di ricevere le informazioni di cui aveva bisogno e a Google di capire fino in fondo di cosa parla esattamente il tuo post per valutarne in modo più completo il suo valore.

Come si intercetta il bisogno dell’utente

Io punto molto sui contenuti utili, al punto da essere in procinto di lanciare una nuova avventura professionale con il mio alter ego, la parte seria della “Strana Coppia”ovvero Federico Simonetti, e lo faccio (facciamo, in realtà) perché pensiamo che ogni contenuto prodotto e messo online debba essere creato partendo da una audience già esistente e individuata.

Una volta stabilito a chi vuoi rivolgerti, devi anche preoccuparti di capire di cosa ha bisogno, perché non è detto che quello che interessa te interessa anche a lui, anzi, il più delle volte non è così.

Per capire i bisogni degli utenti si rende necessario analizzare le query, ovvero le domande che questi ultimi fanno al motore di ricerca, che le analizzerà per comprenderne il significato linguistico ma anche semantico.

Insomma, se scrivi su Google “Napoli” il motore di ricerca non potrà capire esattamente di cosa hai bisogno, perché la parola chiave è troppo generica, quindi ti fornirà informazioni generiche, cercando di coprire un po’ tutte le esigenze. Se affini la ricerca, e inizi a fornire qualche dettaglio in più, i risultati nelle SERP cambieranno radicalmente, diventando sempre più pertinenti e adeguati.

Quindi, il primo passo da compiere è capire che tipologie di query effettuano gli utenti sui motori di ricerca, nel nostro caso (essendo noi occidentali) Google.

Le query di dividono in tre tipologie:

  • Informazionali (KNOW): sono le ricerche che effettuiamo quando abbiamo bisogno di ricevere una risposta ad una domanda specifica, e in questa tipologia rientrano tutte le query del tipo “chi?/che cos’è?”;
  • Navigazionali (GO): sono le ricerche che effettuiamo quando abbiamo bisogno di raggiungere un luogo fisico oppure un sito web o pagina specifica;
  • Transazionali (DO): sono le ricerche che effettuiamo quanto intendiamo compiere una azione, ad esempio acquistare un prodotto su un e-commerce.

Devi capire che tipologia di query utilizza il tuo target, e partire da lì per iniziare a individuare quali argomenti trattare. Nello specifico, devi puntare sulle Long Tail, ovvero su quelle query composte da 4 o più parole, altrimenti dette conversazionali, proprio per la loro struttura.

long tail keyword

Credo che questo passaggio tratto da un ottimo articolo pubblicato sul blog writtent.com sia molto chiaro a riguardo.

Specific search phrases show you exactly what your audience wants, which SEOs call “user intent.” When you know what your users want, you can tailor your products, pages, and posts to deliver what they want. So when searchers land on your website and find exactly what they’re looking for, they’re far more likely to subscribe, buy, or otherwise convert.

Insomma, cosa sono queste Long tail keyword? Sono le classiche ricerche che effettuiamo tutti, tipo”come fare la besciamella” oppure “come fare soldi online”, che sembrano banali ma sono molto frequenti sui motori di ricerca, e soprattutto ti fanno capire perfettamente di cosa diavolo ha bisogno l’utente.

Con l’attività di SEO (quella vera) lavori anche sulle singole keyword ad alta concorrenza, perché hai la necessità di un posizionamento diretto, che punti dritto al core business dell’azienda, mentre con i contenuti puoi lavorare sulle correlate, a supporto delle principali.

Quindi, quando fai SEO COpywriting – che ripeto essere una piccola porzione di una materia vastissima – ti conviene lavorare sulle long tail, perché ti consentono di intercettare un volume di ricerca interessante ma con minore concorrenza, ed è proprio su questa combo che devi lavorare con la tua attività di SEO Copywriting, quindi di testi seo oriented.

Facciamo chiarezza su SEO By Yoast

Nel mondo dei SEO, che è competitivo quasi quanto un gruppo di mamme su WhatsApp, spesso ci si accapiglia intorno all’argomento Yoast, perché molti lo fanno passare come il modo migliore per fare ottimizzazione on page, quando in realtà non è così.

SEO by Yoast è uno strumento, ed in quanto tale fornisce un sostegno in fase di lavorazione ad un testo, ma non è la bibbia, e soprattutto non devi pensare che quel cazzo di semaforo verde significhi posizionamento garantito, magari in prima pagina.

Questo plugin cosa fa? Analizza il tuo testo e ti dice se il titolo è fatto bene, se la meta description è adeguata, quanto spesso ritorna la parola chiave principale nel testo, e ti fornisce alcune indicazioni su come migliorare quelli che lui considera non proprio degli errori, ma dei difetti.

Se sono ben fatti, Google li premierà, anche se hanno il semaforo giallo. La mia conclusione, quindi, è di usarlo per capire se la struttura del contenuto è ben fatta, ma di non farsi limitare dal suo giudizio.

Come individuare i topic da trattare

Uno dei problemi principali che si trova ad affrontare chi fa il SEO Copywriter è individuare gli argomenti da trattare nei post, perché in questo caso non si tratta solo di una scelta di carattere editoriale, ma anche e soprattutto tecnica.

Bisogna capire la parola chiave principale quanta concorrenza ha, quali volumi di ricerca registra e come si comportano le correlate, quindi il processo di selezione è un po’ più complesso.

Come si procede?

Io utilizzo una combo micidiale, composta dal Keyword Planner di Google e SEOZoom degli amici di SeoCube. Ecco come procedo.

Parto da SEOZoom, ed in particolare da una funzione che si chiama “Scopri Keyword”, contenuta nella sezione del menù “Keyword Research”.

SEOZoom

Questa funzione è molto comoda, perché interrogando i DB di Google restituisce tutte quelle keyword correlatealla principale realmente utilizzate dagli utenti, e rappresenta una ottima fonte d’ispirazione per l’individuazione di un testo seo oriented da scrivere.

Inserendo la parola chiave il sistema inizia a macinare dati, mostrandoti tutte le correlate, generando anche una mappa molto bella esteticamente (si chiama FoamTree), che ti fa capire le proporzioni in termini di volumi di ricerca. In base alla quantità di keyword presenti nel DB di Google la ricerca potrà durare di più (a volte troppo) o di meno.

Facciamo un esempio con un settore nel quale io lavoro, ovvero l’Arredamento d’interni. In base ai risultati della ricerca, individuo un argomento che potrebbe essere interessante da trattare da un punto di vista editoriale, a prescindere, quindi, dall’aspetto SEO. Prendiamo, ad esempio, la query “Arredamento interni camere da letto”,  che è molto utile per costruire un contenuto per un blog ad esempio, ma è anche molto sporca.

Il passaggio successivo è inserire questa query temporanea nel Keyword planner di Google per verificare se ha volumi di ricerca, e soprattutto quali sono le correlate con bassa concorrenza e un discreto volume di ricerca. Scopro così che “arredare camera da letto” ha una concorrenza bassa e un volume di ricerche medie mensili pari a 1600, che non sono affatto poche.

A questo punto, faccio una cosa molto semplice, effettuo la ricerca su Google con questa query e vedo cosa appare in SERP, ma soprattutto cosa mi suggerisce Big G nelle ricerche correlate in basso:

Ricerche correlate Google

Quando un Content Marketer come me vede questa roba qui pensa che potrà riempire un calendario editoriale partendo proprio da queste ricerche, perché se ci pensi ognuna di esse, fatta eccezione per Ikea, è un articolo per un blog di settore.

Ad esempio, io sarei portato a scegliere “Come arredare una camera da letto piccola”, così ho inserito questa query nel Planner ed è venuto fuori che ha una concorrenza bassa e circa 90 visite medie mensili, che potrebbero apparire poche, ma non è così.

Meglio intercettare minore traffico, ma profilato e a bassa concorrenza, che essere invisibili per parole chiave ad alta concorrenza e enormi volumi di ricerca. Selezionati argomento e parola chiave principale, non ti resta che individuare due-tre correlate con bassa concorrenza e potrai finalmente scrivere il post.

Conclusioni

Come vedi, scrivere un testo ottimizzato per i motori di ricerca non è facile, però ci tengo anche a dire una cosa: se vuoi fare conent marketing e vuoi posizionare i tuoi contenuti, forse è meglio se lavori con un SEO serio, altrimenti illudi solo il cliente.

Diciamo basta ai testi SEO Oriented“a tanto al chilo”e con l’impostazione mentale del “che faccio, lascio?”. Non siamo in salumeria, i contenuti devono essere creati per gli utenti, perché è a loro che ci rivolgiamo, sulla base dei loro bisogni. Quelli, però, vanno analizzati, perché andare a sensazione non è la cosa migliore da fare.

Meglio testi scritti bene che pieni zeppi di parole chiave messe a caso. E tu? Cosa ne pensi?


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Francesco Ambrosino
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Francesco Ambrosino

Founder at Socialmediacoso
31 anni, Laureato in Scienze della Comunicazione, mi occupo di Formazione Professionale, Social Media, Copywriting e Blogging.
Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo.
Le cuffie dell'iPod sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.
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